18 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Partito democratico

Il «capriccio» della Boschi: con Gentiloni diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio

L'ex ministra per le Riforme è forse l'esponente più ingombrante del defunto governo Renzi, sua la riforma della Costituzione bocciata dal 60 per cento degli italiani e suo il ruolo di «sventola del tacco 12» con cui ammaliare gli italiani. Serve quindi un incarico nell'esecutivo «fotocopia» di Paolo Gentiloni

ROMA – Che farsene di Maria Elena Boschi? L'ex ministra per le Riforme è forse l'esponente più ingombrante del defunto governo Renzi, sua la riforma della Costituzione bocciata dal 60 per cento degli italiani e suo il ruolo di «sventola del tacco 12» con cui ammaliare gli italiani. Serve quindi un incarico nell'esecutivo «fotocopia» con cui Paolo Gentiloni sembra voglia giungere alla naturale scadenza della legislatura.

Ministra o sottosegretaria?
In un primo momento è circolata l'ipotesi di mantenerla ministra, facendole cedere la poltrona per le Riforme a Emanuele Fiano) e tenerla in sella alle Pari opportunità e ai Rapporti con il Parlamento. Troppo poco per lei, che avrebbe chiesto un incarico di maggior prestigio: il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per vedere se sarà accontentata basterà aspettare qualche giorno, ma in tanti fra cui Enrico Mentana sono pronti a scommettere che Boschi farà parte del governo Gentiloni.

Boschi: «Non posso essere io il capro espiatorio»
La diretta interessata finora non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo, anche se il Corriere della Sera ha pubblicato un retroscena secondo il quale l'ex ministra avrebbe detto: «Non posso essere io il capro espiatorio, sono il bersaglio più facile, la responsabilità di quello che è successo non può essere solo mia». Resi noti i risultati del referendum costituzionale Boschi ha fatto capire di essere determinata a rimanere in sella con un post su Facebook dove ha scritto: «Peccato. Avevamo immaginato un altro risveglio: istituzioni più semplici in Italia, paese più forte in Europa. Non è andata così. Ha vinto il no, punto. Adesso al lavoro per servire le Istituzioni. Mettiamo al sicuro questa legge di bilancio. Poi - ha spiegato - pubblicheremo il rendiconto delle tante cose fatte da questo Governo. A tutti i comitati, a tutti gli amici e le amiche che ci hanno dato una mano, grazie. Decideremo insieme come ripartire, smaltita la delusione. Un abbraccio».

Boschi onnipresente
Da allora più nulla, se non la sua presenza a tutti i momenti cruciali del dopo Renzi. E' con l'ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a palazzo Chigi per fare visita al premier dimissionario Matteo Renzi. E' alla riunione presieduta dall'ex premier con Pier Carlo Padoan, Dario Franceschini, Maurizio Martina, e Andrea Orlando convocata anche per decidere il loro futuro. E naturalmente è con Renzi Padoan, Calenda e Franceschini nelle «consultazioni» parallele dell'ex presidente del Consiglio avvenute il 10 dicembre a palazzo Chigi.