19 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Movimento 5 stelle

Il M5s chiede elezioni al più presto

Beppe Grillo: «La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'è già: l'Itaòlicum». Di Battista: «Non chiamateci più anti-politica», Lombardi: «Noi non siamo disponibili a governi di scopo»

ROMA - «Evviva! Ha vinto la democrazia. La risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione è stata netta. La propaganda di regime e tutte le sue menzogne sono i primi sconfitti di questo referendum. I tempi sono cambiati», ha esultato dal suo blog Beppe Grillo.

Il fondatore del Movimento 5 stelle ha proseguito ricordando che la sovranità appartiene al popolo, «da oggi si inizia ad applicare veramente la nostra Costituzione. I primi vincitori sono i cittadini che hanno alzato la testa e sono andati a votare in massa fregandosene delle TV e dei giornali per bocciare la riforma costituzionale e chi l'ha proposta senza nessun mandato popolare». Per il comico genovese quindi dopo la vittoria dei No ci sono due conseguenze «rilevanti: addio Renzi. Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto».

Grillo: «Si deve votare il prima possibile»
Perché ci siano le elezioni nel minor tempo possibile, ha spiegato il leader del M5s, «la cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'è già: l'Italicum». Grillo ha ammesso di aver «sempre criticato questa legge», ma, ha fatto notare che questi partiti «farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l'insediamento di un governo tecnico alla Monti». Per quanto riguarda il Senato, «proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c'è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro - ha aggiunto -. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile».

Di Battista: «Quella definita forza antipolitica ha difeso i valori della Costituzione»
Anche Alessandro Di Battista, in conferenza stampa da Montecitorio, si è detto «estremamente contento e soddisfatto» dell'esito referendario e ha spiegato che da ora in avanti non si potrà più bollare i pentastellati di anti-politica perché «abbiamo fatto il nostro dovere. Quella definita forza antipolitica ha difeso i valori della Costituzione». Poi ha preso la parola Luigi Di Maio che ha attaccato: «Oggi ha perso l'arroganza al potere. Da domani siamo al lavoro per creare programma futuro governo M5s e la futura squadra di governo M5s. L'uomo solo al comando non esiste più». Il vicepresidente della Camera ha ribadito la posizione di Grillo sulla legge elettorale: «Una legge elettorale esiste già, al Senato si possono fare i correttivi. Chiediamo di andare al voto il prima possibile. Noi siamo pronti a svolgere tutti i passi responsabilmente per arrivare alle prossime elezioni politiche, la parola va data ai cittadini italiani».

Lombardi: «Noi non siamo disponibili a governi di scopo»
Intervistata da Repubblica Roberta Lombardi ha lamentato un «condizionamento pesante di parte dei media». Per Lombardi «quando non hai un'informazione corretta rischi perché molta dell'opinione pubblica si basa ancora su quel che dice la televisione». La deputata cinque stelle ha continuato ricordando che «il premier ha personalizzato questa campagna referendaria come fosse un voto su di lui, non può che prendere atto che gli italiani non solo non l'hanno mai eletto, ma hanno sfiduciato la politica di questi tre anni». Sulla possibilità che il M5s partecipi ad un governo tecnico, la grillina è categorica: «Quel che è certo è che non intendiamo metterci al tavolo con una maggioranza che è stata delegittimata dal voto popolare in modo inequivocabile. Il risultato di questo referendum non può essere frainteso. Noi non siamo disponibili a governi di scopo. Il nostro unico scopo è permettere ai cittadini italiani di scegliersi, dopo tre presidenti del consiglio non eletti, una forza politica di governo. Lo scopo è portare gli italiani al voto e, si spera, vincere».