24 aprile 2019
Aggiornato 02:30
Asse Toti-Salvini-Meloni

Chi guiderà il centrodestra? Meloni: «Il leader sarà eletto con le primarie. Siamo tutti pronti a candidarci»

Per il centrodestra è il tempo delle responsabilità e l'asse Salvini-Meloni-Toti sta prendendo forma in vista del voto referendario e del suo esito incerto. Ma la leadership della coalizione dovrà passare attraverso l'investitura popolare

ROMA – Per il centrodestra è giunto il momento di un salto di qualità. E' il tempo delle responsabilità, dell'investitura popolare passando per le primarie, di un nuovo leader nazionale. La presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni, non ha dubbi al riguardo ed è pronta a scendere in pista personalmente per guidare la coalizione. Ma avrà la meglio contro lo storico alleato, Matteo Salvini?

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Per il centrodestra è il tempo delle responsabilità
«Ormai siamo tutti madri, padri, grandi, cresciuti. È tempo che la nostra generazione si prenda le proprie responsabilità». Così la presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale ha esordito durante l'intervista rilasciata Paola di Caro per il Corriere della Sera. Giorgia Meloni sa che non è più il tempo dell'attesa. E' il tempo dell'azione. Il momento è «ora» e la congiuntura politica internazionale è favorevole, grazie all'elezione di Donald Trump oltreoceano. In Italia, poi, l'appuntamento con il referendum costituzionale è imminente e potrebbe rivelarsi una chance più unica che rara per il popolo del centrodestra alla ribalta. Per questo è necessario farsi trovare pronti.

L'asse Salvini-Meloni-Toti prende forma
L'asse Meloni-Salvini-Toti sta lentamente prendendo forma e si prepara alla battaglia del 5 dicembre, quella che comincerà dopo il voto sulla riforma costituzionale, portando avanti la campagna referendaria con il «Tour della Sovranità» che li vede uniti in diverse piazze italiane. Non c'è più spazio per le ambiguità berlusconiane o per i giochi di palazzo. «Non abbiamo preclusioni verso nessuno, ma il perimetro deve essere chiaro: non potrebbe farne parte chi, dopo il 5 dicembre se vincerà il No, pensasse di sostenere un governo Renzi o l’ennesimo non eletto con la scusa della riforma elettorale», dichiara la Meloni al Corriere.

Le remore verso Silvio Berlusconi
Qualche remora la presidente di FdI la nutre anche verso l'ex Cav: «La penultima volta che ho visto Berlusconi abbiamo firmato un documento unitario mettendo nero su bianco che nessuno si presterà ad inciuci, poi ho letto che a Mattarella avrebbe proposto l’appoggio a un nuovo governo di larghe intese...», riferisce alla giornalista. Ma se il leader azzurro (anche) stavolta dovesse fare il doppio gioco non ci sarebbe più spazio per il dialogo. Secondo la Meloni, la separazione sarebbe netta e inevitabile. La porta resterebbe aperta, però, per i «molti colleghi azzurri che pensano a costruire assieme una proposta seria, sovranista, innovativa per il Paese». All'orizzonte, dunque, si prospetta una coalizione con Lega, FdI e una parte di Fi.

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Meloni: Il prossimo leader lo sceglieranno le primarie
Ma il futuro leader del centrodestra dovrà passare dall'investitura popolare e la Meloni non esita a mandare un messaggio forte e chiaro allo stesso segretario del Carroccio: «Il tempo dei vertici ristretti in cui si decide chi guida cosa è finito. E Salvini sa che né io né altri saremmo disponibili, dopo aver detto basta ai vertici di Arcore, a sottoporci ai vertici di via Bellerio...». Quella di Toti, Salvini e Meloni è «una classe dirigente che esiste e ha l’età giusta per competere». Non ha più bisogno «di padri e benedizioni» e si confronterà sul campo, con il consenso popolare. «Siamo tutti favorevoli alle primarie e siamo tutti pronti a candidarci. Io per prima, che chiedo le primarie da molto tempo», ha concluso la presidente di FdI.