24 agosto 2019
Aggiornato 04:00
L'accusa del Giornale

Renzi fa campagna per il sì a bordo di voli di stato?

Il Giornale e Libero puntano il dito contro il premier, per l'utilizzo di un volo di stato durante il tour siciliano per il 'sì' al referendum, e per le presunte 'spese pazze' sull'aereo in leasing da 15 milioni l'anno

Il premier Matteo Renzi.
Il premier Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA - Uno scandalo al giorno. Il premier Matteo Renzi deve aver capito fin da subito che la sfida referendaria si sarebbe combattuta senza esclusione di colpi, ma forse non immaginava fino a che punto. Comprensibile, ad ogni caso, che ogni sua mossa sia monitorata dagli avversari, sempre pronti a coglierlo in fallo. Talvolta, poi, gli «inciampi» del premier e della sua squadra sono piuttosto macroscopici. Si pensi al caso delle lettere spedite agli italiani residenti fuori dal Belpaese, alla polemica che ha investito Debora Serracchiani, accusata di fare campagna in qualità di governatrice del Veneto, e alla vicenda di alcuni ambasciatori italiani all'estero particolarmente solleciti a ingrossare le file del «sì».Non è finita, però: perché oggi la stampa di destra oggi punta il dito contro il premier per l'uso di alcuni voli di stato.

L'accusa del Giornale: il volo di stato per una tappa del tour siciliano
Secondo Chiara Giannini del Giornale, lo scorso 22 ottobre Renzi, in occasione del suo tour per la Sicilia per promuovere il Sì, avrebbe fatto partire un elicottero condotto da piloti dell'Aeronautica militare dalla base di Pratica di mare per raggiungere Reggio Calabria da Messina. Il mezzo, con a bordo solo il personale di servizio, avrebbe volato 2 ore e mezzo per raggiungere la città siciliana, dove avrebbe caricato il premier e in mezz'ora lo avrebbe trasportato a Reggio Calabria. L'elicottero sarebbe quindi ripartito per Pratica di mare, impiegando altre due ore e trenta minuti. Un viaggio di cinque ore e mezzo che, per il Giornale, sarebbe costato agli italiani 32.500 euro, di cui solo 17mila di carburante. 

Bechis: le spese pazze dell'aereo in leasing
Una vicenda che, riporta il quotidiani di Sallusti, tanto ricorda il polverone sollevato dai Cinque Stelle nel 2015 sull'uso di voli di Stato da parte di Renzi in campagna elettorale. Ma non basta: perché Franco Bechis, dalle pagine di Libero, attacca il premier per le spese alimentari per l’aereo in leasing da 15 milioni di euro l’anno. Secondo il giornalista, da alcune fatture pubblicate nella prima decade di novembre dalla presidenza del Consiglio dei ministri, in sei mesi sarebbero stati spesi in pasti da consumare a bordo la bellezza di 164.304, 18 euro.

Vizi
Una commessa aggiudicata dalla Sima ristorazione, società di catering che ha sede a Ciampino,l’aeroporto militare di Roma da cui partono tutti i voli di Stato. Senza contare, scrive Bechis, le spese «d'emergenza», come i 1.022,20 euro spesi il 28 luglio per acquistare capsule di caffè Nespresso improvvisamente esaurite. O l’integrazione, aggiunge il giornalista, che si è resa necessaria di vini nobili a bordo con un acquisto al volo presso L’Enoteca Costantini di Roma di 1.242,31 euro di bottiglie. E anche il pasto per un solo commensale servito extra a bordo dal ristorante da «Giacobbe» (63,50euro). Renzi, insomma, secondo ilGiornale e Libero non si farebbe mancare proprio nulla.