24 agosto 2019
Aggiornato 04:30

Renzi da Fazio: «Se non cambio l'Italia vengano pure altri, professionisti del galleggiamento»

Il premier ospite di Che tempo che fa su Rai3, ha parlato di lelezioni americane, di politiche europee ma soprattutto del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre

ROMA - «Se si deve stare a galleggiare è bene che ci vada qualcun altro. Io non sono in grado di essere quello che rimane nella palude»: il premier, Matteo Renzi è tornato a «personalizzare» il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai 3, trasmissione dove per la prima volta aveva annunciato il suo ritiro dalla politica in caso di vittoria del No. «Se dobbiamo lasciare le cose come stanno vengano altri a fare i professionisti del galleggiamento», ha ribadito.

«Il referendum non è il congresso del Pd»
Renzi ha spiegato che dopo «tutta la fatica fatta finalmente siamo ad un punto meraviglioso. L'Italia si semplifica. Finalmente fa questo salto». Ma «il cavallo sembra aver paura di fronte all'ostacolo», ha ammesso il presidente del Consiglio, che ha quindi lanciato un appello: «Abbiamo un futuro dove siamo protagonisti, lo vedranno i nostri figli Perché dire no? -si è chiesto metaforicamente - oggi siamo al bivio». Secondo il premier questa riforma è un «treno che ripassa tra 20 anni, se ripassa», perché il nostro Paese ha fatto una «fatica pazzesca per arrivare fino a qua e ora su questi temi abbiamo quasi la paura oggi di dire sì. Il cavallo di fronte all'ostacolo ha improvvisamente paura». L'inquilino di palazzo Chigi ha evitato di esporsi alla domanda sul se lascerà la carica in caso di vittoria del no. Ma ha chiarito, «questo referendum non è il congresso del Pd, chi vuole fare il congresso del Pd deve aspettare il 5 dicembre», cogliendo l'occasione per lanciare una frecciata al Movimento 5 stelle: «Meno male noi facciamo i congressi, siamo democratici, speriamo che li facciano anche gli altri, anziché stare soltanto sul blog».

«Trump fa paura, ma aspettiamo che diventi presidente»
La puntata però si è aperta all'insegna delle elezioni americane, con Fazio che ha chiesto a Renzi la sua opinione sulla scelta di Donald Trump come 45esimo presidente degli Stati uniti. Il premier ha riconosciuto che la gente «vuole scegliere il cambiamento, in alcuni casi fa un po' paura», ma che comunque «noi Trump lo rispettiamo». Sull'annuncio del presidente eletto di voler espellere 3 milioni di clandestini «io aspetteri il Trump presidente» perché magari «sarà diverso dal Trump candidato. L'ho chiamato come è giusto che sia, ci siamo salutati con un 'ciao'. Sono molto fiducioso che l'Italia e gli Usa continueranno a lavorare insieme».

«La stabilità dei burocrati a Bruxelles è meno importante della stabilità delle scuole»
Poi un passaggio sull'Unione europea, con il presidente del Consiglio che ha ribadito la sua linea: «Diamo ogni anno 20 miliardi di euro all'Europa e ne prendiamo 12, è bello contribuire ma non è bello che l'Ue si giri dall'altra parte» quando l'Italia ha bisogno di flessibilità per le spese su rifugiati e terremoti. Sull'Ungheria che utilizza «le nostre quote per affermare ideali anti-europei ma me non sta bene. Questo muro - ha detto Renzi - se lo volete fare lo fate non con i nostri soldi». Poi l'attacco finale: «La stabilità dei burocrati a Bruxelles è meno importante della stabilità delle scuole dove vanno i nostri figli».