17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Il deputato interviene in Aula a Montecitorio

Di Battista: 2 mld di euro intascati dai parlamentari, si taglino lo stipendio

Alessandro Di Battista invita i parlamentari a non destinare i soldi ai partiti, ma al microcredito con cui risollevare le piccole e medie imprese in nome di un'idea diversa di Paese in cui al centro c'è il bene del cittadino

ROMA – Il Movimento 5 Stelle torna all'attacco dei maxi stipendi dei parlamentari e lo fa in un intervento in Aula a Montecitorio di Alessandro Di Battista. Il deputato pentastellato parte da un attacco alla presidente della Camera, Laura Boldrini, rea di considerare legittimo e giusto destinare parte dello stipendio da parlamentare ai partiti politici: «È la sua idea politica, che ha espresso di fronte all'Aula». Di Battista continua il suo intervento parlando di quei cittadini, piccoli imprenditori, che sono riusciti ad andare avanti grazie al fondo per il microcredito in cui solo i parlamentari del Movimento 5 Stelle versa gli stipendi tagliati.

Il progetto del microcredito
Come spiega il deputato grillino, «la soddisfazione di parlare con questi cittadini è più forte delle vostre menzogne, dei vostri indegni insulti di oggi, delle vostre scomposte reazioni». L'attacco di Di Battista diventa ancora più duro quando, rivolgendosi agli esponenti dei partiti politici presenti in Aula, il deputato accusa i politici di essersi «intascati» oltre due miliardi di euro di rimborsi spese elettorali «utilizzando la truffa negli ultimi venti anni» e «nessuno sa – continua Di Battista – come li avete spesi». E l'accusa continua con i «quattrini ai partiti politici», mentre il Movimento si impegna a restituirli alla comunità, alle imprese private, alle piccole e medie imprese italiane «che generano posti di lavoro».

Camminare a testa alta vale molto più di 12mila euro
Questa è l'idea diversa di «rimborso» del Movimento 5 Stelle. Per qualcuno – spiega bene il deputato – si tratta di populismo, di demagogia, ma «noi qui vi chiediamo di tagliarvi gli stipendi e voi ci accusate di demagogia». Il parallelismo tra il «noi» dei grillini e il «voi» dei politici continua quando Di Battista si lancia nello spiegare come gli esponenti del M5S scelgano di andare nelle piazze a parlare con i cittadini e ricevono l'approvazione di questi, mentre i politici degli altri schieramenti scelgono ormai di non andare più tra la gente. È questa un'enorme soddisfazione per il gruppo parlamentare a 5 Stelle, continua Di Battista: «Il camminare a testa alta tra le piazze vale molto più dei dodicimila euro di stipendi che vi intascate mensilmente».

Un'idea diversa di Paese
Con l'emendamento proposto, «che per voi è populismo, per noi è concretezza, noi chiediamo che i parlamentari della Repubblica debbano guadagnare cinquemila euro lordi». Contemporaneamente i grillini chiedono che le spese della viaria e di esercizio del mandato rendicontando, senza «intascare la restante parte». E ancora: «Spendete quello che dovete spendere per la vostra attività parlamentare, ma quello che non spendete restituitelo ai legittimi proprietari che sono i cittadini italiani». «Questa è un'idea diversa che noi abbiamo di Paese», continua. Il Movimento 5 Stelle chiede agli altri parlamentari, ancora, di destinare i soldi alle piccole e medie imprese, perché aumenta la qualità della vita: «Se lo volete fare, bene, altrimenti vi assumete la vostra responsabilità ma sappiate che quando ci saremo noi in quei banchi come forza di governo, la prima cosa che faremo sarà questo taglio e vedervi in minoranza, quel giorno, sarà un piacere».