26 giugno 2019
Aggiornato 13:30
Il commento della leader di FdI ai dati dell'Onu

Meloni: 93% degli immigrati in Italia, il Governo controlli i confini come in Spagna

Secondo i dati pubblicati da Unhcr, 93 migranti su 100 sbarcano sulle coste italiane. Chiusa la rotta spagnola e ridotta quella ellenica, i migranti sono costretti ad approdare in Italia, soprattutto all'indomani dell'accordo con la Turchia

ROMA«Per colpa della irresponsabile politica delle porte aperte a tutti voluta da Renzi e Alfano, siamo diventati il punto debole delle frontiere europee e stiamo perdendo ogni credibilità internazionale». È così che Giorgia Meloni commenta sul suo profilo Facebook la notizia secondo cui 93 profughi su 100 diretti in Europa sbarcano sulle coste italiane. «È troppo chiedere al governo di controllare i nostri confini nazionali come fanno gli altri Stati di confine come Spagna, Bulgaria, Polonia, Ungheria e ora perfino la Grecia?», urla la leader di Fratelli d'Italia dal social network: «Gli italiani sono stanchi dell'incapacità di questo esecutivo. Basta sbarchi, basta immigrazione incontrollata».

Italia: unica porta d'accesso all'Europa
A comunicare i dati è l'Unhcr, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati. L'Italia sembra essere l'unica destinazione plausibile per chi si imbarca dalle coste africane. Questo perché la rotta spagnola è stata cancellata: sia Melilla che Ceuta risultano, infatti, inaccessibili ai migranti. Anche in Grecia la situazione non è delle migliori, con il corridoio ellenico-balcanico ridotto all'osso. La sola porta d'accesso all'Europa resta quella italiana. A luglio, secondo l'Unhcr, 93 migranti su 100 sono arrivati tra Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia e Campania. Gli altri sette in Grecia. Non ci sono grandi variazioni, però, rispetto allo stesso periodo del 2015: da gennaio ad oggi, infatti, è arrivato sulle nostre coste solo lo 0,2% in più rispetto all'anno scorso. A pesare, però, sull'arrivo dei migranti in un Paese o nell'altro è senza dubbio l'accordo stipulato dall'Europa con la Turchia di Recep Tayyp Erdogan, stipulato il 20 marzo 2016. Ed è proprio quella la data che segna il superamento del numero degli arrivi in Italia rispetto alla Grecia.

Grecia e Italia: gli arrivi prima e dopo l'accordo con la Turchia
Sono 256.319 i migranti arrivati in Europa dal primo gennaio alla fine di luglio 2016. Il 99% di questi (per l'esattezza 253.843 persone) è arrivato nel continente europeo passando per Italia e Grecia. Sulle coste elleniche arrivano, in totale, più di 160mila persone. Numero maggiore rispetto agli arrivi in Italia. Dai dati studiati dal Ministero dell'Interno appare evidente, però, una distinzione importante. Su 160mila persone, sono più di 151mila quelle che sono state registrate in Grecia fino a marzo, quindi prima della firma sull'accordo con Erdogan. Mentre in Grecia gli arrivi raggiungevano il numero esiguo di novemila in ben quattro mesi, in Italia le cose andavano nella direzione opposta. Tra gennaio e marzo, sulle coste italiane erano arrivate appena 19mila persone, ma da marzo in poi la situazione è cambiata drasticamente arrivando a contare fino a 75mila migranti da marzo a luglio.

I numeri dell'accoglienza in Italia
Da una parte gli sbarchi, dall'altra l'accoglienza. I dati del Viminale ci dicono che sono 140mila i migranti accolti nel nostro Paese e di questi 105mila hanno trovato accoglienza nelle astrutture temporanee. È la regione Lombardia ad accoglierne di più, con un 13% della presenza totale dei migranti, corrispondente a più di 18mila persone. La Sicilia si arriva al 10%, mentre Campania e Veneto arrivano all'8%.