25 marzo 2019
Aggiornato 00:00
Il premier sul referendum in Gran Bretagna

Brexit, Renzi: Uscire scelta sbagliata, chi vuole Gran Bretagna piccola e isolata?

Il presidente del Consiglio al Guardian afferma che domani, nel giorno del referendum per la Brexit, non è solo in gioco il diritto a lasciare ma il dovere di restare

ROMA - Matteo Renzi interviene nel dibattito interno al Regno Unito sulla Brexit, sul referendum che giovedì darà l'opportunità ai cittadini britannici di scegliere se rimanere nell'Unione europea o lasciarla. «Visto dall'Italia - ha scritto il presidente del Consiglio sul Guardian - un voto per lasciare l'Europa non sarebbe un disastro, una tragedia o la fine del mondo per voi nel Regno Unito. Sarebbe peggio, perché sarebbe la scelta sbagliata. Sarebbe un errore del quale innanzitutto voi elettori paghereste il prezzo. Perché chi vuole davvero una Gran Bretagna piccola e isolata?».

L'omaggio a Cox
Renzi ha reso omaggio alla parlamentare laburista Jo Cox, uccisa da uno squilibrato al grido di «Britain first!», alla sua «vita donata alle grandi cause» e alla sua «morte senza senso». Poi si è detto certo della «forza e della dignità di una democrazia che può essere aspramente divisa su tutto ma che comunque sa rispondere unita all'odio, all'impensabile, all'assurdo».

Britannici facciano la scelta giusta
Per Renzi i britannici «non hanno mai fatto la scelta sbagliata» se messi di fronte «a una sfida che riguarda il loro futuri, la loro identità autentica. Una Gran Bretagna meno grande di quello che è andrebbe contro la stessa logica di chi vuole l'uscita». Secondo il premier si tratterebbe di una sorta di equivoco, uno scambio a perdere tra «autonomia e solitudine, orgoglio e debolezza, identità e autolesionismo». L'Unione europea, ha sostenuto il premier italiano sul Guardian, «al tempo stesso limita e supporta gli stati membri. E' il suo lavoro come istituzione. Potete capire perché. E alla fine la scelta è vostra: la scelta, democratica e libera, del popolo britannico, al quale non è facile dare lezioni sulla libertà e la democrazia».

Il dovere di restare
«Non c'è un super Stato a Bruxelles - ha osservato ancora Matteo Renzi nel suo intervento sul Guardian - che prende le misure dei cetrioli e vive di arcani acronimi. E tuttavia domani non è solo in gioco il diritto a lasciare ma il dovere di restare». E continua ancora il premier: «E io credo che nel passato fu alla ricerca di una Gran Bretagna che questa isola-nazione trasformò se stessa in un faro di cooperazione, imprenditorialità, apertura, energia e innovazione».

Il futuro dell'Europa
Qui Renzi ha introdotto la sua posizione sul futuro dell'Unione: «Perché - ha scritto - non utilizzare l'inerzia generata da questo voto e canalizzarla invece nella domanda di una Unione europea più efficace, una che lavori meglio, e riconosca meglio il carattere individuale dei mercati delle nazioni che la compongono?». Secondo il premier «l'Unione europea non è solo la risposta pacifica a secoli di guerre sul nostro continente. E' anche uno strumento - che può essere migliorato - per trasformare le nostre debolezze in una forza comune. Il problema non è che fa questo troppo ma che lo fa troppo poco e che i singoli paesi sono troppo spesso lasciati soli a gestire i loro problemi».