30 settembre 2020
Aggiornato 01:00
La neocandidata contro il Pd di Giachetti

Meloni: «Al ballottaggio voterei M5s»

Punta a vincere, il leader di FdI Giorgia Meloni, ma se la destra non dovesse arrivare al ballottaggio, è escluso l'appoggio al Pd di Giachetti, e, quindi, del governo Renzi

ROMA – La dichiarazione era arrivata già da Matteo Salvini nei giorni scorsi, oggi torna a ripeterlo Giorgia Meloni, neocandidata a sindaco di Roma per Fratelli d'Italia e Noi con Salvini: «Se la destra non arrivasse al ballottaggio, voterei il Movimento 5 Stelle».

No al sostegno al governo Renzi
Non si scoraggia, però, la Meloni: «Non temo né Raggi né Giachetti ma, se non arrivassi al ballottaggio voterei Raggi anche se trovo deludente la storia di M5s perché speravo di avere degli alleati in Parlamento su alcuni argomenti di rottura. Poi ho capito che per loro l'unica cosa importante è che loro sono puliti e gli altri spazzatura e non ti aiutano mai a portare a casa un risultato». A proposito del candidato a sindaco del Partito democratico, la leader di FdI afferma: «Sono molto amica di Roberto ma davvero non riuscirei a sostenere il governo Renzi e i suoi rappresentanti».

M5s e Pd sulla stessa linea
Per Giorgia Meloni, il M5s e il Pd, in fin dei conti, occupano lo stesso campo, puntando agli stessi obiettivi, cosa che, invece, FdI e Noi con Salvini non fanno. Intervenendo ad Agorà, il presidente di FdI afferma: «Raggi e Giachetti si sovrappongono un po'. Il M5s sui diritti ideali, civili e sul tema dei diritti degli immigrati è spesso schiacciato sulla sinistra italiana. Sono due forme di sinistra. Noi invece cerchiamo di occupare il campo avverso, quello del centrodestra».

«Non sono fascista»
Meloni risponde anche alle polemiche legate alla sua identità politica: Silvio Berlusconi, nei giorni scorsi, aveva tacciato la destra romana di fascismo. La neocandidata risponde che fin quando sarà definita fascista «è una buona notizia», perché vuol dire che chi l'accusa di questo «non ha nulla di serio da dire», e spiega ancora: «Non sono fascista ma distinguo l'antifascismo storico da quello politico. L'antifascismo nella storia repubblicana è qualcosa che guardo con sospetto perché è stato usato per ammazzare gente. Riconosco tutti i drammi legati alla storia del fascismo, ma non ha alcun senso legarsi alla storia di 70 anni fa. Ma io faccio politica da 25 anni e non ho niente da farmi perdonare. E non ho mai avuto rapporti con Casa Pound. Di me parlano malissimo».

Ancora in tempo per le primarie
Se da una parte le risposte un po' piccate della leader di FdI non sono mancate negli ultimi giorni, Meloni cerca di abbassare i toni, auspicando ad una riconciliazione del centrodestra romano. Sempre ad Agorà, la candidata afferma infatti che «c'è ancora tempo per far calmare le acque e spazio per comporre. Non ho prebende da dare ma su molte cose con Bertolaso abbiamo lo stesso percorso, quindi possiamo provare a fare alcune cose insieme». La butta lì – ancora – la Meloni, la proposta delle primarie per il centrodestra, ipotesi attraverso la quale si potrebbe giungere ad un risanamento della situazione di caos in cui è sprofondato il centrodestra capitolino: «Io sarei ancora pronta per le primarie ma se si fanno entro due settimane. Perché bisogna parlare dei problemi dei romani mentre da settimane si parla solo delle beghe dei partiti».