22 agosto 2019
Aggiornato 23:30
Dibattito aperto

Unioni civili, sulla libertą di coscienza di Grillo si spacca il M5s

Tra i parlamentari e i semplici militanti, c'č chi parla di dietrofront sulla legge Cirinną e chi difende la posizione del fondatore di dare ai singoli portavoce la possibilitą di scegliere sul loro voto

ROMA – Il Movimento 5 Stelle lascerà ai propri parlamentari libertà di coscienza sulle unioni civili: una decisione che spariglia le carte sul ddl Cirinnà, e ringalluzzisce il fronte di chi chiede lo stralcio delle stepchild adoption.

C'è chi dice no...
Un fronte che sembra contare non pochi sostenitori anche all'interno dello stesso M5s: «Nelle ultime ore – spiega la deputata M5S Tiziana Ciprini, da sempre contraria ai punti chiave della legge in discussione al Senato, in un'intervista ad Avvenire – migliaia di cittadini ci hanno letteralmente bombardato di e-mail, commenti sui social network e telefonate per esprimere il loro totale disaccordo sulla stepchild adoption e su qualunque tipo di adozione per le coppie omossessuali. Credo sia stata soprattutto questa pressione dal basso a far prendere la saggia decisione di lasciare libertà coscienza a tutti i nostri parlamentari sull'intero ddl Cirinnà». L'articolo sulla stepchild andrebbe stralciato «perché fa da apripista a una pratica che mette i brividi come quella dell'utero in affitto». Della stessa opinione anche il collega senatore Sergio Puglia, che al Corriere della Sera conferma: «Sì, sì: è tutto vero. Giovedì all'assemblea dei senatori Cinque Stelle ho fatto presente la mia posizione, il fatto che avrei votato no alla stepchild adoption, anche a costo di venire espulso. Sono ed ero molto sereno – prosegue – ho detto che avrei capito tutti nel caso eventuale fossi stato cacciato e ho aggiunto che non avrei portato nessun rancore». I colleghi, racconta Puglia, «non hanno detto nulla. Anzi, no. Mi è stato detto che non era certo il caso di arrivare a un provvedimento simile». Il senatore non si aspettava il post di Beppe Grillo: «No, assolutamente. Quando l'ho visto mi sono detto: 'Sono nel posto giusto'. È la dimostrazione che nel Movimento ci sono diverse anime ed è la nostra forza: ascoltarle per poi agire».

...e chi è d'accordo
Ma i vertici del Movimento intendono sostenere le unioni civili anche senza le norme sulle adozioni. Lo afferma il senatore Nicola Morra, ex capogruppo, al Gr2 Rai. «Noi – spiega – voteremo comunque la legge per come è stata portata in aula. Se dovesse essere stralciata la stepchild adoption comunque voteremo per il riconoscimento dei diritti civili. Però voglio vedere effettivamente chi voterà contro la stepchild adoption. Si stanno facendo tante previsioni e potrebbero anche essere sbagliate. Io voterò sì e ho sempre sostenuto personalmente questa posizione – ha aggiunto poi a Radio Cusano Campus – Visto che il testo in questione non introduce nè le adozioni omosessuali nè la possibilità di affittare uteri, il testo può essere approvato esattamente così com'è. Sono convinto che in Aula ci sarà molta più compattezza di quanto qualcuno oggi non voglia far credere».

Scontro sul blog
La stessa divisione dei parlamentari la si registra anche nella base M5s. Oltre 600 i commenti seguiti al post in cui il fondatore del Movimento ha annunciato la decisione di lasciare libertà di coscienza: molti protestano per il cambio di rotta e su Twitter lanciano anche l'hashtag #dietrofrontM5S, ma in tanti lo approvano. «Mi trovo in completo disaccordo con questa decisione! Il M5S deve votare per i diritti della gente e non per gli elettori del divieto!», attacca Maria da Parigi. «Vergogna! Questi si chiama paraculismo. Non si gioca con i diritti delle persone», manda a dire Mario Graziani. «Avete tradito migliaia di cittadini italiani che attendevano da anni veder riconosciuto un diritto. Mi fate pena», dice Paolo. «Se non votate la stepchild adoption ritiro la mia iscrizione al Movimento e non voto più fino alla fine dei miei giorni. Non voglio morire democristiano», rincara la dose l'avvocato Alfio Maesano. Posizioni alle quali fanno però da controvoce quelle di chi invece approva la scelta di Grillo. «La notizia della libertà di coscienza mi ha tranquillizzato», dice Sergio Vitiello. Stefano aggiunge: «Io sono elettore convinto del M5S, e sono assolutamente contrario allo stepchild adoption. Beppe come al solito io trovo che alla fine abbia sempre, o quasi, ragione». Ma, al di là del tema unioni civili, sotto accusa c'è anche il metodo: nessuna nuova consultazione per il cambio di rotta. Luca di Rho incalza: «Abbiamo sempre sostenuto che uno vale uno e che si decide a maggioranza e che i nostri sono portavoce! Bastava farci votare qui, come in passato. Leggere i commenti di alcuni senatori che su Facebook dichiarano di votare sì e altri no e nel mezzo c'è il voto segreto mi manda in bestia! Come diavolo arriviamo al governo se qualcuno non accetta il voto a maggioranza?». «Si chiamano portavoce. Quindi dovrebbero votare quello che decidiamo noi», chiosa Salvatore.

(da fonte Askanews)