16 luglio 2019
Aggiornato 14:30

Serracchiani a Bassolino: «Chi è stato sindaco non si ricandidi»

La vicesegretaria del Partito Democratico: «Mi batterò perché valga questa regola. Sala ottimo candidato». Più cauta la Boschi: «Primarie? Restano regole salvo esigenze particolari»

ROMA - Debora Serracchiani si batterà affinché alle primarie valga la regola che vieta a chi è stato già sindaco di ricandidarsi. In una intervista alla Stampa, la vicesegretaria del Pd spiega: «Questa regola non serve a proibire la candidatura di qualcuno, ma a trovare un nuovo modo di fare le primarie. Ne parleremo negli organismi di partito: per quanto mi riguarda, la sento come una opportunità, per cui farò il possibile perché sia condivisa. Non per escludere, ma per includere». E su Antonio Bassolino sottolinea: «Quando sei stato sindaco, presidente di Regione, ministro, forse puoi anche dare una mano a costruire una nuova classe dirigente».

Sala ottimo candidato
Su Milano, Serracchiani spiega che «c'è tempo per ragionare sui candidati, bisogna prima capire lo schema di gioco. Ma certo Sala è un ottimo candidato, ha gestito un evento complesso e conosce la città». Quanto al rapporto con Sel alle amministrative osserva: «A noi piacerebbe appoggiare Zedda a Cagliari, di Sel, così come avere una coalizione a Milano con loro, dopodiché però se in molte circostanze, come a Torino con Airaudo, Sel sceglie di correre da sola, prenderemo atto della sua volontà di rompere la coalizione».

Boschi: Primarie? Restano regole salvo esigenze particolari
A Milano, Roma e Napoli, così come in tutte le altre città, ci saranno le primarie come previsto dal regolamento del Partito democratico a meno che «non ci siano esigenze particolari». A sottolinearlo è il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, dove ad Ercolano ha presidiato uno dei banchetti del partito organizzati in occasione della due giorni «Italia coraggio!».
Rispondendo ad una domanda circa le elezioni amministrative del 2016 nelle principali città italiane, il ministro ha spiegato: «Siamo dell'idea di tenere le regole che ci sono sempre state se non ci sono esigenze particolari che vengono anche dalle città. Abbiamo molte persone disponibili a dare una mano al Pd e a mettersi in gioco per città importanti che - ha aggiunto Boschi - andranno al voto il prossimo anno».

Mettiamo al primo posto le persone
Il ministro ha poi, ricordato: «Abbiamo detto che affronteremo a marzo la questione delle primarie, lo ha già detto il nostro segretario quindi adesso vogliamo concentrarci sui cittadini. Siamo un partito che mette al primo posto le persone. Non è fondamentale pensare a chi si candida ma pensare a quali idee proponiamo e quali sono i nostri progetti per le città. Questo viene prima delle persone che si possono poi mettere a servizio di quel progetto».
«Cosa dobbiamo fare? A noi piace sentircelo dire anche dai cittadini, dai tanti uomini e donne che oggi si sono impegnati a fare volontariato per il partito e ad ascoltare che è - ha concluso - l'esperienza più bella che possa fare chi si impegna in politica».