3 dicembre 2020
Aggiornato 02:00
Bassolino: per quanto Renzi premier e segretario?

Scontro Renzi-Bassolino, l'ennesimo terremoto nel PD

Antonio Bassolino ritiene la proposta di escludere gli ex sindaci dalle primarie Pd dichiaratamente «contra personam». Ma ha da dire anche sulla sovrapposizione della figura del premier e del segretario Pd in Matteo Renzi. E Cuperlo difende l'ex governatore

ROMA - La proposta di escludere gli ex sindaci dalle primarie del Pd è «impossibile» da attuare, secondo Antonio Bassolino, perché sarebbe «contra personam». L'ex sindaco di Napoli lo ha detto a 'Un giorno da pecora', su Radio2. «La frase della Serracchiani, e non di Matteo Renzi, ha scatenato proteste di ogni tipo. Io dubito molto che il Pd metta una regola che tutti interpretano come contra personam».

Norma contra personam?
Per Bassolino «è impossibile che il Pd metta una regola per cui io non possa partecipare alle primarie. E' impossibile, sarebbe talmente cambiare le regole a partita incominciata che è impossibile. Renzi a ottobre ha detto che le regole non le cambia, e io gli credo». L'ex sindaco, poi, replica così quando gli viene ricordato che il Pd ha espresso una contrarietà alla sua ricandidatura: «Questo dovete chiederlo ai dirigenti del Pd, e possibilmente a dirigenti che parlino con nome e cognome e non attraverso fonti anonime. E' successa una prima cosa singolare, e cioè una fonte anonima ha detto 'Bassolino non è il nostro candidato'. Ma candidato di chi? Le primarie si fanno esattamente per scegliere il candidato». Per Bassolino, peraltro, «in questo momento secondo me (il Pd, ndr) non arriva nemmeno al ballottaggio. Io mi candido per evitare che a quel ballottaggio arrivi De Magistris e Movimento 5 stelle».

Bassolino: Renzi segretario Pd e premier..?
L'ex sindaco ed ex governatore della Campania ha da dire anche sul premier. «Renzi può continuare per un periodo a fare il segretario del partito e il premier. Può fare entrambe le cose entro certi limiti», ha dichiarato a Corriere.it. Per Bassolino il Pd deve rendere più forti «le due squadre attuali, al governo e al partito. Altrimenti tutto cade sempre sulle sue spalle di Renzi»«Non parlo, come era una volta, di un gruppo dirigente - prosegue Bassolino - Ma, c'è bisogno di squadre al Nazareno e al governo che vanno rafforzate. E serve maggiore autonomia tra il partito e il governo per evitare sovrapposizioni». Ai giornalisti che gli chiedono se Renzi debba porsi il problema, l'ex primo cittadino di Napoli risponde: «Se ben capisco, Renzi si rende conto che è difficile nelle città, delega e pensa, nella sua testa, che il vero appuntamento che lo riguarda sia il referendum del prossimo autunno». «Io - insiste Bassolino - sono convinto che quello delle amministrative sia un appuntamento importante, lo è per le singole città».

Votai per Renzi
Sui suoi rapporti con il premier chiarisce: «Ci siamo visti da vicino in trasmissione con Santoro anni fa e in Direzione Pd quando ancora c'ero». Poi racconta di «un fatto singolare: ho votato per Renzi con convinzione e lo sostengo con convinzione. Il caso singolare è che non sono stato più proposto in organismi dirigenti né dai renziani né da altri. Non sono in nessun organismo».

Cuperlo: norma ingiusta
A sorpresa in difesa di Bassolino è intervenuto Gianni Cuperlo.  L'esponente della minoranza dem al Mattino di Napoli ha fatto un parallelo storico, ricordando che «nel vecchio secolo la mistica della gioventù non è stata una prerogativa nostra, della sinistra, ma dell'altro campo». Quanto alla polemica sull'idea di nuove regole per le primarie che escludano l'ex sindaco ed ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, «voglio sperare - ha detto - che per una volta maggioranza e minoranza non contino. Molto semplicemente quella proposta per merito, tempi e modi era un errore e confido che il primo a capirlo sia stato il premier. Per me va benissimo la richiesta di una moratoria. Faccio solo notare che a creare il caso non è stato un passante ma il vertice del Nazareno». Sarebbe, ha ribadito l'ex sfidante di Renzi alle primarie, «una norma sbagliata. Punto. Le racconto una cosa: alla vigilia dell'ultimo congresso ci fu chi propose alla direzione del Pd un cambio delle regole in modo da far votare solo gli iscritti. Era una novità che avrebbe indebolito Renzi e io mi opposi con l'argomento che le regole non si cambiano in corsa o per penalizzare qualcuno. Lo pensavo allora e lo penso adesso». Cuperlo ha criticato anche l'idea del Primarie-day il 20 marzo: «So - ha osservato - che a Milano e Napoli la data già fissata è il 7 febbraio e almeno a Milano è una decisione condivisa da tutto il centrosinistra. Non è che le regole le possiamo decidere da soli».

(Con fonte Askanews)