20 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Caso Yara | Il processo

«Ignoto 1 è il DNA del killer di Yara Gambirasio»

È stata questa la certezza investigativa degli esperti del Ris impegnati nelle indagini sull'omicidio di Yara Gambirasio dopo aver rintracciato la presenza del Dna denominato Ignoto 1 sugli slip e sui leggings della 13enne di Brembate di Sopra

BERGAMO - «Ignoto 1 è il Dna di una persona che con ogni probabilità è il responsabile dell'omicidio di Yara Gambirasio». È stata questa la certezza investigativa degli esperti del Ris impegnati nelle indagini sull'omicidio di Yara Gambirasio dopo aver rintracciato la presenza del Dna denominato Ignoto 1 sugli slip e sui leggings della 13enne di Brembate di Sopra, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta tre mesi dopo in un campo di Chignolo d'Isola. Lo ha evidenziato Gianpietro Lago, comandante dei Ris di Parma, ripercorrendo le fasi cruciali dell'inchiesta che ha portato all'identificazione di Massimo Bossetti. A quel punto, ha aggiunto il colonnello Lago durante la testimonianza resa nel processo a carico del carpentiere di Mapello, «si trattava soltanto di capire chi fosse».

Tra gli inquirenti, tuttavia, serpeggiava qualche dubbio: «Ci siamo chiesti se avesse senso affrontare una ricerca così impegnativa, anche dal punto di vista economico-finanziario. La risposta è stata certamente sì». Così sono scattate le indagini alla ricerca dell'uomo con un Dna compatibile a quello rintracciato sugli slip e i leggings di Yara. «Ignoto 1 - ha spiegato Lago - è un Dna con caratteristiche somatiche, come colore degli occhi e dei capelli, tipiche delle popolazioni di Irlanda, Nord Italia e Spagna». Inoltre, dagli accertamenti genetici è emerso che «Ignoto 1 aveva al 94 per cento delle possibilità gli occhi chiari». Elemento, questo, che ha portato a escludere la possibilità che a uccidere Yara fosse stato un uomo di colore, considerato che «la popolazione nordafricana ha gli occhi scuri». Invece, dall'esito di queste analisi, «ci siamo convinti che il soggetto che stavamo cercando era un uomo originario dell'area padana».

Il colonnello Lago si è detto certo della validità dei risultati ottenuti: «Con Ignoto 1 abbiamo acquisito una quantità di informazioni genetiche che non solo erano sufficienti, ma andavano ben oltre il limite della sufficienza». Dall'esperto anche una precisazione sulle differenze tra Dna nucleare e Dna mitocondriale: «Il Dna nucleare è quello contenuto all'interno del nucleo della singola cellula. Quando è possibile avere tracce di Dna nucleare, il mitocondriale non si prende neppure in considerazione. Esistono situazioni in cui il Dna nucleare non c'è più, perché degrada in maniera estremamente più rapida. E soltanto in questi casi si punta sul Dna ipocondriale che, per la sua struttura, è molto più resistente».

I difensori di Bossetti, da sempre, insistono sul fatto che accanto a Ignoto 1 sia stata rintracciata la presenza di Dna mitocondriale non riconducibile a quello del carpentiere di Mapello. Ma questa circostanza, secondo il comandante dei Ris, è «inattesa ma non anomala».