19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Parla la senatrice del Gruppo Misto

Casaletto: Accuse a Marino svanite, qual è la posizione di Renzi ora?

Le spese sostenute da Ignazio Marino per conto del Comune sono da considerarsi normali spese «legate all'esercizio della propria funzione istituzionale»: cosa pensa di fare ora il governo Renzi? A chiederselo è la senatrice Monica Casaletto

ROMA - «Qual è la posizione del Governo in merito alle vicende del sindaco dimissionario di Roma Ignazio Marino dal momento che tutte le 'accuse' sembrano svanite in una bolla di sapone?». Lo chiede la senatrice del Gruppo Misto Monica Casaletto in un'interrogazione firmata anche dalle senatrici Paola De Pin e Ivani Simeoni (Gruppo Misto).

I motivi delle dimissioni saltati
«Il sindaco di Roma si è dimesso per almeno due motivi 'ufficiali': per spese presunte ingiustificate, fatte con la carta di credito comunale, e per le dichiarazioni relative ad un viaggio negli Stati Uniti, in occasione della visita di Papa Francesco. Adesso però sembrerebbe - ha proseguito Casaletto - che l'arcivescovo di Filadelfia, Charles Chaput con una lettera datata 29 luglio 2015 avrebbe invitato ufficialmente il sindaco presso l'arcidiocesi di Filadelfia, in occasione della visita del Papa che si sarebbe tenuta tra il 22 ed il 27 settembre, per le celebrazioni legate alla giornata mondiale della famiglia».

Spese legate a esercizio della sua funzione
«E il sindaco avrebbe avuto poi conferma di tale invito nel corso di colloqui e di corrispondenza successiva. La conoscenza pubblica dell'invito avrebbe tutelato a nostro avviso l'onorabilità della gestione finanziaria dell'amministrazione capitolina e la stessa città di Roma, quindi - ha concluso la senatrice - le spese sostenute dal sindaco per conto del Comune sono da considerarsi normali spese legate all'esercizio della propria funzione istituzionale».