18 gennaio 2020
Aggiornato 04:30
Processo delitto Yara Gambirasio

Legale Bossetti: «Inutilizzabile deposizione comandante dei RIS»

E' ancora una volta scontro tra accusa e difesa nell'aula del processo sull'omicidio di Yara Gambirasio in corso a Bergamo a carico di Massimo Bossetti. Dopo le minacce vigilanza speciale al pm Letizia Ruggeri.

BERGAMO - E' ancora una volta scontro tra accusa e difesa nell'aula del processo sull'omicidio di Yara Gambirasio in corso a Bergamo a carico di Massimo Bossetti. Il «casus belli», questa volta, è rappresentato dalla testimonianza del colonnello Giampietro Lago, comandante dei Ris di Parma che si è occupato di redarre una consulenza genetica sui reperti trovati sul corpo della 13enne di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2011 e ritrovata morta tre mesi più tardi.

Per il Legale «tutte le dichiarazioni sono inutilizzabili»
Per l'avvocato Paolo Camporini, uno dei difensori del carpentiere di Mapello tutte le dichiarazioni del colonnello Lago sono inutilizzabili se queste riguardano «analisi, accertamenti e la stesura della relazione a cui il comandante dei Ris non ha partecipato direttamente. Sinceramente - ha sottolineato il legale in aula mostrando la relazione dei Ris - in questo lavoro la figura del colonnello Lago non la vedo». Contrario il pm Letizia Ruggeri: «Il reparto dei Ris di Parma - ha sottolineato la rappresentante della pubblica accusa - ha eseguito 16mila analisi di Dna ed è sinceramente impensabile che le abbia eseguite personalmente il colonnello Lago». I giudici della Corte d'assise di Bergamo hanno disposto la prosecuzione della testimonianza, non escludendo la possibilità di sentire in futuro i singoli consulenti che hanno effettuato le analisi.
Durante la sua deposizione, Lago si è soffermato sul lavoro svolto dagli inquirenti del Ris: 20 tamponi eseguiti su unghie e genitali della vittima alla ricerca di saliva, sangue, liquido seminale e urina. «Sono stati utilizzati - ha precisato Lago - tutti i test in commercio, e tutte le analisi effettuati sugli spermatozoi hanno dato esito negativo. Non è stata rintracciata nessuna presenza di liquido seminale su tutti i reperti analizzati».
Quanto alle analisi dattiloscopiche necessarie per rintracciare eventuali impronte digitali, Lago ha spiegato che si è trattato di un esame «reso difficile» soprattutto per «il cattivo stato di conservazione del cadavere di Yara Gambirasio».

Dopo le minacce vigilanza speciale al pm Letizia Ruggeri
Il comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica ha assegnato al pm, Letizia Ruggeri la vigilanza delle Forze dell'Ordine a seguito di minacce ricevute. È quanto rivela «Quarto Grado». Si tratta del magistrato che ha condotto le indagini sul caso della 13enne di Brembate.