18 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Ai microfoni del DiariodelWeb il capogruppo M5s romano

De Vito, M5s: «Scontrini online grazie a noi. Dopo Marino una città seria e limpida»

«Avrebbe dovuto dimettersi con Mafia Capitale». E riguardo al futuri di Roma dice: «Noi ci presentiamo con un'ottima squadra, non ci interessa il nome, ma solo governare questa città in maniera degna e lecita»

ROMA – Dopo 848 giorni da sindaco, Ignazio Marino lascia il Campidoglio. Affinché il sindaco si facesse da parte, dopo mesi e mesi di gaffes e scivoloni, fondamentale è stato il pressing di maggioranza e opposizione. A commentare la vicenda a DiariodelWeb.it è l'onorevole Marcello De Vito, capogruppo del Movimento 5 Stelle romano ed ex candidato a sindaco della città.

M5S fondamentale
Quanto ha pesato la pressione dei grillini romani sulla scelta di Marino? Come spiega De Vito, l'azione del Movimento 5 Stelle capitolino è stata imprescindibile per ottenere le dimissioni di Ignazio Marino, in modo particolare in merito alla questione degli scontrini e alla pubblicazione di spese e fatture online. Il «merito» del Movimento è stato quello di aver palesato ai cittadini come stavano le cose, «la verità». E la verità è che la pubblicazione dei dati da parte del Campidoglio non è avvenuta spontaneamente, ma è stata successiva all'accesso agli atti dei pentastellati romani, non con facilità: «Abbiamo davvero incontrato difficoltà e resistenze di ogni tipo», continua De Vito.

«Avrebbe dovuto dimettersi con Mafia Capitale»
Le dimissioni di Ignazio Marino sono state un «atto dovuto» a detta dei grillini. Il sindaco avrebbe dovuto scegliere questa strada mesi fa, spiega De Vito, esattamente il 3 dicembre dell'anno scorso, quando su Roma si è abbattuta la bufera di Mafia Capitale. Altro che scontrini: sul finire del 2014 a Roma le indagini del Procuratore Pignatone hanno scoperchiato una pentola piena di corruzione e illegalità nella gestione della cosa pubblica e dentro, come dice De Vito, ci è finito anche il Pd. Il Partito Democratico è «molto coinvolto» – continua il grillino –, con delle responsabilità «magari indirette» che toccano anche il sindaco Marino. Responsabilità «di natura politica» relative soprattutto alla scelta di alcuni soggetti, «in una consiliatura in cui discontinuità non c'è stata». A dirlo non sono i pentastellati, ma gli atti delle indagini, le relazioni dell'Anac, la gestione degli appalti, «anche delibere che noi – aggiunge De Vito – abbiamo provato a segnalare al sindaco Marino che pur tuttavia le ha approvate». Ad esempio la delibera di vendita del patrimonio o l'ultimo bilancio, con le varie proroghe.

La responsabilità di Renzi
Ad influenzare fortemente la scelta di Marino non è stato solo il Movimento 5 Stelle. Pressioni importanti sono arrivate anche dalle alte sfere del suo partito. «Effettivamente oggi lo scaricano – dice De Vito – ma questa è una responsabilità di Renzi». È stato il segretario del Pd, Matteo Renzi, a tenere pervicacemente sulla poltrona del Campidoglio Ignazio Marino, facendolo affiancare da delle «badanti», spiega il grillino romano, come il vicesindaco Causi, Esposito, Sabella e Orfini. La mossa di Renzi è stata oculata: lo ha fatto a proprio uso, consumo ed interesse per evitare che si andasse al voto subito dopo l'indagine di Mafia Capitale, «ben consapevole – continua De Vito – di quello che sarebbe potuto accadere». Lo stesso ragionamento va fatto per il comportamento di ieri con Marino, con il Giubileo alle porte e tutto ciò che ne consegue.

L'avvio della campagna elettorale
Con le dimissioni di Marino si apre un nuovo capitolo della politica romana, quello della campagna elettorale per trovare il suo successore entro la primavera prossima. C'è chi dice che il Pd abbia giocato male le sue carte e Roma non dimenticherà in così poco tempo malefatte e scivoloni del centrosinistra renziano. Intanto le opposizioni si preparano e se da un parte abbiamo un centrodestra forte dell'alleanza tra la romana Giorgia Meloni e il leader leghista Matteo Salvini, dall'altra abbiamo la politica alternativa del Movimento 5 Stelle. De Vito avverte che i grillini sono pronti a mettersi in gioco e hanno già avviato la loro campagna elettorale. Programma alla mano, il Movimento 5 Stelle si presenterà ai romani con «un'idea di città molto seria, limpida». Le idee chiare non mancano e sono in cantiere i progetti per gli interventi in settori strategici della città. «Ci presentiamo con un'ottima squadra – conclude –, non ci interessa il nome, ma ci interessa che sia il Movimento 5 Stelle a governare questa città, in maniera degna e lecita».