19 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Caos Atac

Se i mezzi di Roma sono «appesi alla fortuna»

Puntuale come ogni lunedì mattina torna il caos nei trasporti pubblici della Capitale. Stavolta crolla a pezzi addirittura una stazione della metropolitana in pieno centro. E perfino l'assessore Esposito ammette che l'unica soluzione è confidare nella buona sorte

ROMA – E poi dice che a Roma i mezzi non sono mai puntuali. Più precisi della riapertura degli uffici pubblici all'inizio di una nuova settimana lavorativa, lunedì mattina presto i trasporti pubblici della Capitale sono andati di nuovo in tilt. E, stavolta, peggio che mai: se la settimana scorsa nell'occhio del ciclone era finita la pur trafficatissima linea ferroviaria Roma-Lido, stavolta il delirio è partito addirittura dalla direttrice più importante di tutte, la metro A. E non per il solito sciopero o per il guasto di qualche convoglio, stavolta hanno fatto le cose in grande, ci hanno stupito con effetti speciali: è crollato parzialmente addirittura il controsoffitto della stazione di piazza di Spagna. Costringendo così l'Atac ad evacuare la metropolitana con tanto di mille passeggeri a bordo e isolando l'intero tratto del centro città, da San Giovanni a Ottaviano, per diverse ore, solo in parte rappezzato dai consueti autobus sostitutivi.

Stazioni a pezzi
Ormai lo stato agonizzante dei mezzi pubblici romani non fa nemmeno più notizia, tanto che a noi giornalisti sta perfino venendo a noia di scriverne tutte le settimane con gli stessi, giustificati toni apocalittici (e pensate quanto sia venuto a noia ai pendolari capitolini viverlo sulla loro pelle). Ma ogni volta in cui ci sembra raggiunto un limite epocale, scopriamo che la realtà può riservarci anche di peggio. Il crollo del controsoffitto di una stazione non è un semplice disservizio: è un cedimento strutturale che mette in pericolo la stessa incolumità dei viaggiatori e dei macchinisti. Come è possibile che si sia verificato un episodio del genere? L'Atac si limita a twittare l'ovvio: «Parziale cedimento del controsoffitto della volta della stazione Spagna in direzione Battistini». L'assessore alla Mobilità Stefano Esposito, che almeno ha il merito di parlare chiaro ai propri cittadini, si arrampica sugli specchi spiegando che «un treno avrebbe urtato e danneggiato la linea aerea» e preannunciando un'indagine. Ma, poco dopo, ai microfoni dei giornalisti fa un quadro decisamente più lucido: «Purtroppo siamo appesi alla fortuna: le infrastrutture delle metro hanno bisogno di un intervento, ma questo già si sapeva».

E i nuovi bus non arrivano
Noi continuiamo ad attendere speranzosi che a questa consapevolezza facciano seguito le doverose contromisure concrete. Stavolta non occorre nemmeno tirare in ballo il Giubileo che comincia a dicembre e la probabile figura di palta interplanetaria che attende una Roma inerme di fronte all'afflusso di centinaia di milioni di turisti. Le stazioni della metropolitana che cadono a pezzi sono inaccettabili, punto. A prescindere dal grande evento e dal fatto che stiamo parlando della capitale d'Italia. Purtroppo, a farci dubitare che la situazione sia destinata a cambiare, almeno nel breve termine, sono le schermaglie politiche che continuano a contrapporre Comune e Atac. Che hanno congelato, almeno in attesa della nuova riunione prevista per dopodomani, l'acquisto dei 700, poi diventati 400 nuovi autobus che per la rete dei trasporti avrebbero la stessa importanza dell'ossigeno per un uomo in preda all'asfissia. Esposito pretendeva il leasing operativo, l'azienda non gli voleva dare ragione: per questi piccoli battibecchi tecnici o, peggio ancora, per minuscole beghe personali si è bloccato tutto. Di nuovo. Come accade, puntualmente, ai mezzi all'inizio di ogni nuova settimana.