22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Gentiloni sulla condivisione del peso dei flussi

«Serve un diritto di asilo europeo e la condivisione del carico»

«Abbiamo bisogno di condividere questo peso»: così il numero uno della Farnesina, paolo Gentiloni, sul nodo caldo dell'immigrazione. Per far fronte all'emergenza dei flussi migratori, il «principio dovrebbe essere avere un diritto di asilo europeo»

ROMA (askanews) - Per affrontare l'emergenza migranti è necessario «un diritto di asilo europeo», caratterizzato da «regole» che consentano un'equa condivisione di questo carico tra tutti i Paesi del Vecchio Continente. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervistato dalla Cnn.

«Non possiamo salvare tutti»
«Abbiamo ancora un grande numero di migranti che arrivano in Italia dalla Libia», ha ricordato il titolare della Farnesina in un'intervista in diretta da Roma, «Lo scorso anno, come sapete, i due terzi dei migranti che raggiungevano l'Europa lo facevano dalla Libia verso le coste italiane. Il fenomeno ha gli stessi numeri dello scorso anno, credo che avremo alla fine dell'anno 200mila arrivi in Italia dalla Libia. Stiamo salvando molte vite umane e siamo molto impegnati nelle ricerche e nel soccorso nel Mar Mediterraneo. Ma ovviamente non possiamo salvare tutti».

Condividere il carico di asili in Europa
Il trattato di Dublino, ha proseguito Gentiloni, «risale a 25 anni fa, la situazione era piuttosto differente. Oggi abbiamo un enorme fenomeno di migrazione e lo avremo nei prossimi 10-20 anni. Il principio dovrebbe essere condividere il carico degli asili, non solo nei singoli Paesi dove i migranti arrivano come primo posto ma in tutta l'Europa. Ovviamente dobbiamo condividere questo asilo europeo con delle norme, perchè senza norme tutti sceglierebbero di andare in Svezia o Germania. Abbiamo bisogno di regole, ma dobbiamo accettare il principio che i migranti non stanno entrando in Italia o in Grecia, ma stanno entrando in Europa».

Verso il diritto di asilo europeo
Credo, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, «che se decidiamo per il diritto di asilo europeo, allora dobbiamo avere regole europee per molte altre questioni e una è decidere insieme quali sono i Paesi sicuri e quali quelli insicuri. Il principio dovrebbe essere avere un diritto di asilo europeo. Apprezzo la decisione presa dalla Germania di accettare in qualche modo asili automatici per i siriani, perchè in nessun caso la Siria può essere considerato un Paese sicuro». Quindi, ha concluso Gentiloni, non sono «la storia o la geografia» a poter «decidere sulla sorte delle migrazioni, quindi non si possono lasciare sole Grecia, Italia, Ungheria, Austria o qualunque altro Paese. Serve condividere questo carico. Non possiamo chiamarle quote? Troveremo un altro nome, ma la sostanza è che abbiamo bisogno di condividere questo peso».