14 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

M5S, Sibilia al DiariodelWeb.it: «I partiti? Come clan camorristici»

Confermano i voti alle elezioni, poi incassano la vittoria di Mafia capitale, che travolge le forze politiche avversarie. Un momento d'oro per il Movimento 5 stelle, come ci conferma il deputato avellinese, uno dei membri del direttorio

ROMA – Prima la conferma elettorale, poi l'assist di Mafia capitale. Mentre i grandi partiti escono con le ossa rotte dall'ultima settimana, il Movimento 5 stelle torna a crescere anche sotto il profilo del consenso. Tanto da arrivare a contendersi con la Lega Nord il ruolo di anti-Renzi. Colpa dello sfascio degli avversari o merito di un cambio di rotta impresso da Beppe Grillo, sempre meno ingombrante sotto il profilo comunicativo? Il DiariodelWeb.it lo ha chiesto al deputato avellinese Carlo Sibilia, uno dei cinque del direttorio che dal novembre scorso regge le sorti del M5s.

Carlo Sibilia, i magistrati romani vi hanno dato di nuovo ragione?
I partiti, ormai, sono dei veri e propri clan camorristici. Tutti, nessun escluso: i dati di Mafia capitale parlano chiaro. Chi ha fatto per tanti anni un certo tipo di politica continua a farla: anche quei partiti che cercano di rinnovarsi hanno scarso successo. Ma la parte di Paese che non è legata a queste logiche clientelari e criminali ha compreso, vuole uscire da quest'angolo e ha visto nel Movimento 5 stelle la via d'uscita. Qualcosa di completamente nuovo, che non ha nulla a che fare con lo sfascio degli ultimi vent'anni di governi.

Peccato per voi che gli arresti non siano arrivati prima delle elezioni regionali...
Comunque il messaggio uscito dalle urne ci ha dato fiducia. Io ho seguito in particolare la Campania e penso che siamo stati molto bravi. Cinque anni fa ricevemmo l'1,13% delle preferenze, oggi usando gli stessi metodi siamo arrivati oltre il 17%. Il dato di fatto è che il Paese sta capendo la rivoluzione che stiamo costruendo. Lenta, forse, ma inesorabile.

In percentuale avete tenuto, certo, ma non avete portato a casa nessuna Regione.
Perché in questi anni abbiamo subìto una continua denigrazione da parte dei media, controllati dalle stesse mafie che gestiscono il potere. Questo ha reso difficile per la gente capire davvero la nostra rivoluzione, che però qualcuno ha colto. E sono sempre di più.

Questi risultati hanno una valenza nazionale?
Credo di sì. Anzi, valgono doppio, perché scontiamo una maggiore difficoltà nelle elezioni locali, più basate sul nome della persona. Sempre parlando della Campania, il re delle preferenze è stato il figlio di Luigi Cesaro, «Giggino 'a purpetta»: questo è tutto dire.

Qualcuno dice che siete risorti da quando Grillo ha fatto un passo indietro.
Più che di passo indietro parlerei di passo a lato. Credo che sia un valore aggiunto per tutti: una persona di spessore, che ha avuto il coraggio di attivare un Movimento che sta scardinando le vecchie logiche della politica. Ogni singolo voto è frutto della sua attività iniziale. Chiaramente oggi ci lavorano più persone, molte delle quali dentro le istituzioni, che riescono a ritagliarsi spazi di qualità e di attenzione nei media. Questa combinazione di fattori sta portando il nostro messaggio a sempre più persone. Resto del parere che se ci fosse un minimo di onestà intellettuale in più non farebbe male a nessuno: sia da parte dei media che dei partiti che degli elettori.

Ma ammetterà che la vostra comunicazione è diventata più moderata.
C'è un processo evolutivo. Inizialmente parlavamo di sensazioni, oggi abbiamo i documenti in mano. Prima il reddito di cittadinanza era un'idea, oggi è una realtà. Prima dicevamo che avremmo attivato il microcredito con i soldi del dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, oggi lo facciamo. Nei piccoli Comuni dove governa il Movimento 5 stelle non c'è più Equitalia. A Ragusa il sindaco riesce a non far pagare la Tasi e a mandare in giro gli studenti gratis sui mezzi pubblici. Non abbiamo cambiato i termini: piuttosto abbiamo realizzato un sogno, mantenuto le promesse della campagna elettorale. Sono dati sconcertanti, che andrebbero comunicati con una forza diversa.

Dicevate che avevano scritto l'Italicum per farvi fuori. Ora invece rischiate di andarvela a giocare al ballottaggio.
Questo non lo so. So solo che dobbiamo far tornare le persone a innamorarsi della politica. E lo si fa riavvicinandosi ai cittadini. Da rappresentante di lista ho visto un calo dell'11% dei votanti nella mia provincia: questo è un dato pericoloso. Bisogna fare qualcosa in più per far capire che esiste una forza innovativa a cui va data fiducia. E che se non parteciperanno anche coloro che non sono andati a votare, in Italia non ci potrà mai essere un cambiamento culturale.

Ma ce la farete a diventare maggioranza senza alleanze?
Noi lavoriamo tutti i giorni per questo. Speriamo che alla fine vada così. Alla fine i cambiamenti arrivano a 360°. E non saremo da soli, perché altrimenti cambieremmo solo le teste. L'obiettivo del M5s è molto più grande.