26 giugno 2019
Aggiornato 01:30
Via al dopo-Berlusconi

Primarie, Sardone al DiariodelWeb.it: «Pur di rinnovare Forza Italia, va bene tutto»

La rottamatrice azzurra accoglie le proposte che abbiamo avanzato sul giornale: «Non ho preclusioni verso le primarie. E la Carfagna è una donna in gamba, che stimo». L'importante, ribadisce ai nostri microfoni, è cambiare marcia: «Spazio ai giovani amministratori»

ROMA – Mara Carfagna? «È uno dei nomi che circolano, è una donna in gamba e che stimo. Detto questo, non è l'unica. Bisognerà vedere anche come andranno le regionali: una bella partita per molte componenti di Forza Italia. Un ragionamento serio andrà fatto a bocce ferme, dopo la campagna elettorale». Le primarie per il dopo-Berlusconi? «Perché no, sono aperta a tutte le possibilità. Non ho preclusioni verso questo strumento: basta che ci rinnoviamo, poi decidano loro come farlo. Ma se penso ad alcune primarie che abbiamo visto in passato, in cui hanno votato anche rom e cinesi, penso che forse avrebbe più senso regolamentarle per legge».

C'è vita dopo Berlusconi?
Silvia Sardone, la rottamatrice di Forza Italia, sembra accogliere, con prudenza ma apertura, la ricetta dell'editoriale del DiariodelWeb.it. Sì a consultare il popolo del centrodestra per individuare il nuovo leader, che potrebbe anche essere l'ex ministro delle Pari opportunità: «Berlusconi non è eterno – taglia corto ai nostri microfoni la consigliera di zona di Milano – e non bisogna avere paura a dirlo. Ma i leader non li sceglie il capo quando abdica: nascono naturalmente. Renzi è emerso così. Invece da noi ci sono state troppe resistenze al nuovo». A darle ragione, del resto, sembra essere stato lo stesso Cav, quando ha riconosciuto nell'ormai famoso comizio di Saronno che il suo partito manca di un leader alternativo: «In questo momento i voti di Forza Italia sono solo quelli di Silvio Berlusconi – analizza Sardone – Questo è il nostro dramma. In questi anni c'è stata una classe dirigente che ha depauperato il nostro patrimonio, senza dare nulla di più. I big del partito non hanno voluto far crescere una classe dirigente né valorizzare chi si dava da fare sui territori. Forse per paura di perdere la poltrona...». Beninteso, non si tratta solo dell'ennesima tirata contro la vecchia guardia di Forza Italia per cui la giovane azzurra si è resa famosa nelle ultime settimane: «Ci tengo a precisare che sono stati loro a criticarmi, io ho solo risposto. Romani ha scritto un tweet contro di me dicendo: 'Se questo è il nuovo, io sono nato vecchio', Gasparri ha ritwittato. Io non mi sono neanche permessa di rispondere, finché i giornalisti non mi hanno chiamato. Evidentemente, quando hanno visto che qualcuno cresceva per meriti suoi, si sono infastiditi».

Un partito da rinnovare
Il nodo del dopo-Berlusconi, insomma, secondo la rottamatrice non basta: bisogna dare spazio alla nuova generazione a tutti i livelli del partito. «Capisco il dubbio sul leader – prosegue – ma tutti gli altri, da Matteoli a Gasparri, rimarranno al loro posto? Sembra che tutto il resto rimanga invariato. Quando ho sentito parlare del partito repubblicano ho detto: 'Va bene, ma al di là del nome cosa cambiamo?'. Se poi vendiamo sempre gli stessi prodotti, non basta cambiare l'insegna sul negozio. Forza Italia sta perdendo consensi e senza il necessario rinnovamento non tornerà ai numeri di un tempo. I giovani amministratori dovrebbero avere il coraggio di sfidare la classe dirigente. Come è avvenuto all'inizio nel Pd con il gruppo di Renzi e Civati». Che la Renzi di Forza Italia possa essere proprio lei? «È più che esagerato – si schernisce – Io mi limito ad esprimere le mie idee, se poi qualcuno vuole condividerle, sono solo contenta».