14 giugno 2021
Aggiornato 05:00
Forza Italia su legge elettorale

Sisto: testo dell'Italicum profondamente diverso dal primo

Nella sua relazione in Aula sulla legge elettorale, il deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto, ha affermato che il testo del primo Italicum «era stato il frutto di un intenso e meditato lavoro in Commissione. Il Senato ha modificato quell'assetto». La scelta della sostituzione dei componenti di una Commissione è discutibile.

ROMA (askanews) - «Ho partecipato attivamente alla nascita dell'Italicum 1.0, ammesso che il secondo possa chiamarsi 2.0, e posso dire che quel testo era stato il frutto di un intenso e meditato lavoro in Commissione, accompagnato anche da simulazioni che ne avevano consentito la perfetta rispondenza al segnale lanciato dalla Corte Costituzionale con la sentenza che ha abolito il Porcellum. Il Senato ha modificato, e non di poco, quell'assetto». Lo ha detto, nella sua relazione in Aula sulla legge elettorale, il deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto.

«La democrazia esige partecipazione»
«La sostituzione dei componenti di una Commissione da parte di un gruppo parlamentare in occasione di un determinato provvedimento - ha poi ricordato Sisto - è pienamente legittima dal punto di vista regolamentare, anche se la scelta ben può essere discussa sul piano politico. In questo caso, da tale scelta è scaturita, come sappiamo, la decisione delle opposizioni di abbandonare i lavori in Commissione; decisione che, in qualità di Presidente della Commissione, non ho condiviso: la democrazia esige partecipazione, comunque», ha concluso.

Il Dittatorellum di Renzi
E sempre da Forza Italia, ieri nell'edizione domenicale del «Mattinale», nota redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera.«Da domani l'Italicum fa il suo ingresso nell'Aula di Montecitorio. Ci arriva blindato e scortato da giannizzeri pronti a scorticare la democrazia pur di piantarlo come un totem al centro della Repubblica. Non sarebbe istituito un premierato forte, ma un premierato totalitario e totalizzante, senza nemmeno il bisogno, come nella Bulgaria degli anni rossi, di avere il suffragio del 99 per cento dei voti. Qui basterà un 30 per cento, e per il gioco dei ballottaggi un capo partito avrà in mano tutto». «Noi - prosegue la nota - l'avevamo ribattezzato Florentinum, perché è un abito su misura per il locale dittatore. Ma per non offendere la città d'arte, meglio definirlo Dittatorellum, per le conseguenze che potrà avere nel momento in cui fosse usato da un tipo alla Renzi, bulimico di potere, in combinato disposto con la riforma costituzionale che di fatto stabilisce un monocameralismo senza contrappesi».