15 giugno 2021
Aggiornato 18:00
Emergenza sbarchi

Gesuiti: Ue non ha dato priorità alle vite umane

L'Unione Europea ancora una volta non ha messo al primo posto la necessità di salvare la vita a persone in fuga da guerre e persecuzioni. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati spera che la decisione di aumentare le risorse per Frontex porti a un miglioramento nelle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti forzati che attraversano il Mediterraneo.

CITTA' DEL VATICANO (askanews) - L'Unione Europea ancora una volta non ha messo al primo posto la necessità di salvare la vita a persone in fuga da guerre e persecuzioni. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati spera sinceramente che la decisione di aumentare le risorse per Frontex, presa ieri sera dal Consiglio d'Europa, porti a un miglioramento nelle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti forzati che attraversano il Mediterraneo. Tuttavia il JRS teme le conseguenze del pacchetto di misure finalizzate a impedire ai migranti forzati l'accesso alla protezione che cercano così disperatamente.

Migranti costretti a fuggire
«Centinaia di migliaia di migranti forzati non hanno altra scelta se non intraprendere viaggi estremamente pericolosi, come quelli attraverso il Mediterraneo. La crescente enfasi data al contrasto del traffico di esseri umani non prende in considerazione il fatto che la maggioranza delle persone che arriva attraverso questa rotta sono in cerca di protezione. Agire in Nord Africa per impedire il loro arrivo non li proteggerà. Dovremmo preoccuparci di proteggere le persone, non i confini», commenta Peter Balleis, direttore internazionale del JRS.

Accesso sicuro alla protezione necessario
I migranti forzati hanno bisogno di accedere in sicurezza alla protezione. Le proposte di aumentare le quote volontarie per il reinsediamento negli stati dell'UE sono un passo nella giusta direzione, ma il fatto che nella dichiarazione conclusiva non sia stato menzionato alcun numero preciso è preoccupante. Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, attualmente un milione di rifugiati hanno bisogno di accedere al reinsediamento. Eppure la quota annuale di posti disponibili nei Paesi industrializzati non arriva a 80.000.

Serve incremento uso reinsediamento
«Delle misure che mirano a bloccare le persone nei Paesi di transito al di fuori dei confine europei non potranno fermare chi cerca protezione effettiva. Se vogliamo combattere i trafficanti serve un incremento significativo nell'uso del reinsediamento, una facilitazione del ricongiungimento familiare e il rilascio di visti umanitari oppure la sospensione temporanea dell'obbligo di visto. È la mancanza di protezione e di opportunità di accedere a canali legali di migrazione che alimentano il traffico di esseri umani».