11 luglio 2020
Aggiornato 03:30
Emergenza immigrazione

Amnesty: Ue sceglie un'operazione per salvare la faccia, non le vite

«Ieri a Bruxelles è stata decisa un'operazione per salvare la faccia, non le vite umane». Questa l'analisi di Amnesty International, che in una nota sostiene che i leader europei «stanno affrontando il problema a metà». Bisogna aumentare il raggio d'azione di Triton se si vuole rendere l'operazione efficace.

ROMA (askanews) - La decisione di non estendere l'area operativa dell'operazione 'Triton' «pregiudicherà fatalmente l'impegno preso ieri al vertice di Bruxelles da diversi paesi europei di fornire risorse, navi e aerei per le operazioni di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo».

Solo parole, il problema resta
Questa l'analisi di Amnesty International, che in una nota sostiene che «ieri a Bruxelles è stata decisa un'operazione per salvare la faccia, non le vite umane. Tutte le parole pronunciate e le risorse messe a disposizione - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International - lasciano intendere che i leader europei pensino seriamente a salvare vite umane. Ma il punto è che stanno affrontando il problema a metà».

Triton non basta così
«Se il raggio d'azione non verrà aumentato, migranti e rifugiati continueranno a morire e l'Unione europea verrà ancora una volta vergognosamente meno al dovere di occuparsi di questa tragedia alla sua porta di casa. Se Triton non può essere cambiata, allora Triton non è la soluzione, a prescindere da quante risorse le vengano assegnate», - ha poi aggiunto Dalhuisen. A giudizio di Amnesty International, se l'area operativa di Triton non sarà estesa alle acque internazionali del Mediterraneo dove si verifica la maggior parte delle morti, il previsto triplicamento dei fondi non basterà a dar luogo a efficaci operazioni di ricerca e soccorso.