17 luglio 2019
Aggiornato 08:00
Presidente della Camera su emergenza sbarchi

Boldrini: «Basta inutili slogan, soccorrere in mare è un dovere»

La terza carica dello Stato, Laura Boldrini, parla di immigrazione ed emergenza sbarchi sottolineand la necessità di non ridurre la drammatica situazione a sterili slogan: soccorrere i migranti in mare è un «dovere stabilito dal diritto internazionale».

ROMA (askanews) - «Su immigrazione e asilo bisogna ragionare e non lanciare inutili slogan. Soccorrere in mare è un dovere stabilito dal diritto internazionale, non farlo è un reato». Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenuta stamattina ad Agorà su Raitre.

Serve un sistema di asilo
Boldrini ha spiegato che l'Italia cercherà «di sottoporre una dichiarazione congiunta sul soccorso delle persone», nell'Unione europea «dovrebbe esserci un sistema armonizzato di asilo che oggi non c'è». «Bisogna chiedersi perché quelle persone vanno su quelle carrette dei mari», ha osservato ancora la presidente della Camera, spiegando che «finché c'è la guerra queste persone partiranno».

Le responsabilità dell'Europa
«L'Europa è il continente dei diritti, quindi ha una responsabilità aggiuntiva rispetto al resto del mondo. La crescita economica è una necessità fondante dell'Europa e la diseguaglianza può colpire anche prospettive di crescita, è tutto collegato. Quello che succede nel Mediterraneo è un tema complicato, perché si deve lavorare in una cornice di diritto internazionale. Facile fare slogan su questo tema, ma in realtà è necessario fare un'analisi approfondita: non si possono occupare territori e acque internazionali di un altro Paese senza un mandato dell'Onu. Esiste una cornice di diritto internazionale da rispettare», ha continuato la presidente della Camera, Laura Boldrini.

Non solo Libia
«Andare in Libia: e con quale mandato? Il presupposto di qualsiasi azione - ha spiegato la terza carica dello Stato - è che in Libia si arrivi ad un governo di unità nazionale. Ma non fissiamoci solo sulla Libia. Non sono i libici ad arrivare in Italia, ma sono persone che arrivano dalla Somalia, dalla Siria, dove c'è la più grave crisi umanitaria dopo la fine della seconda guerra mondiale. L'Unione Europea dovrebbe avere una gestione armonizzata della materia dell'immigrazione, cosa che adesso non avviene. C'è bisogno di più politica, è necessario lavorare su tutti i tavoli».