7 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Legge elettorale

Damiano: «Metttere la fiducia sarebbe ripercorrere la legge truffa»

Questo il pensiero di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio ed esponente della corrente del Pd Area riformista, che si esprime sull'eventualità che il governo possa porre la fiducia alla Camera sulla legge elettorale.

ROMA (askanews) - «Di fronte a una fiducia sull'Italicum diventerebbe problematico poi dare un voto finale a sostegno del provvedimento, dal momento che si nega la possibilità dell'esercizio della dialettica parlamentare». Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio ed esponente della corrente del Pd Area riformista, si esprime così sull'eventualità, che il governo possa porre la fiducia alla Camera sulla legge elettorale, come non escluso ieri dal ministro Maria Elena Boschi.

Poca disponibilità al dialogo
In un'intervista al quotidiano la Repubblica Damiano a ha dichiarato: «Dio non voglia che si metta la fiducia, anche perché stiamo parlando di una legge di rango costituzionale e le cronache ci dicono che l'unico precedente risale al 1953, al tempo della legge truffa». Il deputato del Pd fa sapere che si sarebbe «aspettato una maggiore disponibilità al dialogo» da parte del governo, mentre «c'è stata una chiusura ribadita dalla ministra Boschi», quindi risponde alla domanda su cosa farà ora la sinistra del Pd: «Se non c'è un terremo di dialogo, come noi abbiamo proposto, rimane la strada della battaglia parlamentare».

Boschi: Prematuro parlarne, ma non escludiamo possibilità
«È prematuro parlare di fiducia» sull'Italicum, ma il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi di fatto non la esclude. In un'intervista alla Luiss Boschi ha infatti ricordato che porre la fiducia sulla legge elettorale rappresenta una «extrema ratio» ma «valuteremo tutte le soluzioni possibili come sempre si fa su ogni provvedimento». «La fiducia si pone su un provvedimento che il governo considera fondamentale - ha spiegato il ministro - per la sua agenda politica e per lo sviluppo del Paese e sicuramente la riforma della legge elettorale lo è».