19 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Regina Caeli

«Il Vangelo rischiari i nostri momenti bui»

Così Papa Francesco al Regina Caeli, che nel tempo di Pasqua sostituisce l'Angelus. Richiamandosi alla liturgia di Pasqua, il Pontefice ha esortato i credenti a far ripartire il Vangelo dalle periferie: «Non si resti muti e inerti di fronte a martirio Cristiani»

CITTÀ DEL VATICANO - La Resurrezione di Cristo la possiamo annunciare «quando la sua luce rischiara i momenti bui della nostra esistenza e possiamo condividerla con gli altri; quando sappiamo sorridere con chi sorride e piangere con chi piange; quando camminiamo accanto a chi è triste e rischia di perdere la speranza; quando raccontiamo la nostra esperienza di fede a chi è alla ricerca di senso e di felicità». Così Papa Francesco al Regina Caeli, che nel tempo di Pasqua sostituisce l'Angelus. Richiamandosi alla liturgia di Pasqua, il pontefice ha esortato i credenti a far ripartire il Vangelo dalle periferie: «La Galilea - ha spiegato - è la 'periferia' dove Gesù aveva iniziato la sua predicazione; e di là ripartirà il Vangelo della Risurrezione, perchè sia annunciato a tutti, e ognuno possa incontrare Lui, il Risorto, presente e operante nella storia. Anche oggi Lui è qui con noi in questa piazza».

Non si resti muti e inerti di fronte a martirio Cristiani
La Comunità Internazionale «non assista muta e inerte» di fronte al martirio di tanti cristiani «perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani». E' il duro richiamo di papa Francesco. «Loro sono i nostri martiri di oggi - ha ricordato il Pontefice - e sono tanti, possiamo dire che sono più numerosi che nelle altre epoche. Un crimine inaccettabile - ha detto - che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari. La Comunità Internazionale non rivolga lo sguardo da un'altra parte».