20 settembre 2019
Aggiornato 19:00
Ecoreati: la Lega si è astenuta nel voto al Senato

«Al giustizialismo contro le aziende non ci stiamo»

Il voto a larga maggioranza del Senato sull'ecoreato fa ben sperare in merito al ritorno del ddl alla Camera. Eppure, non tutti sono contenti di come è andata: la Lega Nord, ad esempio, si è astenuta. E questo, spiegano dal partito al DiariodelWeb, perchè il provvedimento sarebbe troppo rigido rispetto agli altri Paesi europei e penalizzerebbe troppo le nostre aziende.

ROMA - Un Senato in versione «ampia convergenza», quello che qualche giorno fa ha approvato il testo sugli ecoreati, che aggiorna il codice penale con i nuovi delitti contro l'ambiente. Il documento deve ora tornare alla Camera per il via libera definitivo, dove dovrebbe avere una corsia preferenziale e soprattutto non subire nessuna modifica. Un provvedimento che ha raccolto la soddisfazione di molti esponenti della politica: dal Ministro della Giustizia Orlando che lo giudica «ottimo», al Ministro dell'Ambiente Galletti che lo definisce «un passaggio storico» con «norme fondamentali per stroncare i business criminali sul territorio». Eppure, la soddisfazione non è di tutti. Ad astenersi dalla votazione, infatti, è stata la Lega Nord, e a votare contraria Forza Italia. E' Paolo Grimoldi, deputato della Lega e membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, a spiegare al DiariodelWeb le motivazioni dell'astensione: «Se il reato ambientale è l'utilizzo di una bomboletta spray perché contiene determinati gas, siamo all'eccesso, anche perché gli altri Paesi europei, su questa tematica, hanno delle norme meno restrittive».

LEGA: DDL IN CONTROTENDENZA RISPETTO ALL'EUROPA - Il disaccordo non era totale, rispetto a quanto previsto dal ddl: di qui l'astensione e non il voto contrario. Eppure, «abbiamo deciso di astenerci per alcuni eccessi e alcune rigidità», ribadisce Grimoldi. «Ad esempio, non è giusto che io sia costretto a realizzare delle bombolette spray di un tipo, quando nel resto dell'Europa se ne fregano e vanno avanti a fare le bombolette spray vecchia maniera. Il risultato? Se noi esageriamo, chiuderemo le aziende che fanno questo tipo di bombolette spray, aumentando la nostra disoccupazione», spiega il deputato. Che precisa: «Questo non vuol dire che dobbiamo fregarcene dell'ambiente, ma mi pare un po' esagerata la posizione portata avanti da questo Governo, che, come sempre,  non mantiene le promesse: Renzi dice una cosa, e poi ne fanno un'altra. La linea era: non andremo a dare nuove imposizioni alle aziende, e hanno fatto l'ennesimo provvedimento che per l'ennesima volta complica la vita alle nostre aziende. Per questo ci siamo astenuti», conclude il deputato.

UN ITER PIENO DI OSTACOLI - D'altronde, non si può dire che l'iter del provvedimento sia stato semplice. Il suo viaggio era iniziato proprio con l'allora Orlando nelle vesti di ministro dell'Ambiente e continuato poi con Galletti, che in diverse occasioni ha spinto per velocizzarne l'approvazione. Il provvedimento, che giaceva da oltre un anno a Palazzo Madama, ha avuto infatti diversi 'stop and go': il primo «scatto» è arrivato proprio sull'onda della vicenda Eternit (su cui la Cassazione aveva deciso per la prescrizione a novembre), poi in particolare negli ultimi giorni i lavori sono stati rallentati per dare spazio a due decreti (Ilva e Milleproroghe); senza dimenticare alcuni problemi nell'esame di determinati emendamenti: non da ultimo, il governo battuto in Aula sul divieto delle esplosioni in mare (tecnica 'air gun') per la ricerca di idrocarburi. Eppure, gli ostacoli maggiori sembrano superati, e il ddl attende un nuovo esame della Camera.

CINQUE NUOVI REATI AMBIENTALI - In particolare, esso introduce cinque nuovi reati, che vanno dall'inquinamento e disastro ambientale ai delitti colposi contro l'ambiente, dal traffico di materiali ad alta radioattività, all'impedimento dei controlli, e prevede inoltre l'allungamento dei termini per la prescrizione. Il nuovo delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis) punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque, abusivamente, cagiona una compromissione o un deterioramento, significativi e misurabili, delle acque o dell'aria o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo e di un ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna. Il delitto di disastro ambientale punisce invece con la reclusione da 5 a 15 anni chiunque, abusivamente, provoca un disastro ambientale.

ORLANDO: RISPOSTA POLITICA A ETERNIT - A detta di Orlando, «non si tratta soltanto di un provvedimento che individua nuovi reati ma che consente anche per quei reati di carattere minore di estinguersi quando c'è una forma di collaborazione da parte di chi ha provocato questo danno ambientale, se è di contenuta entità». L'approvazione del disegno di legge sui reati ambientali, ha aggiunto il Guardiasigilli, «rappresenta anche la miglior risposta politica, anche se naturalmente non può incidere in quel processo, a una vicenda come quella di Eternit perché si ridefiniscono le fattispecie di reato, finalmente abbiamo un riferimento certo per quanto attiene il disastro ambientale». Un provvedimento molto atteso, nel Paese della Terra dei Fuochi, del caso Eternit e delle tante discariche abusive. Un provvedimento che, però, secondo la Lega potrebbe complicare eccessivamente la vita alle aziende, provocando, forse, risvolti economici negativi.