24 aprile 2024
Aggiornato 17:00
Approvato emendamento su aumento pena per pubblici ufficiali

M5s: «Abbiamo migliorato il ddl anticorruzione»

Nonostante l'ostruzionismo di Forza Italia, il Senato ha approvato l'emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle al disegno di legge anticorruzione che prevede che la pena massima prevista per il reato di corruzione per esercizio delle funzioni di pubblici ufficiali salga dai cinque ai sei anni.

ROMA - «Non la definirei una vittoria per il Movimento 5 Stelle, ma la soddisfazione nell'essere riusciti comunque ad aver dato un miglioramento a questa legge». Il senatore grillino Enrico Cappelletti, in una dichiarazione rilasciata al DiariodelWeb.it, esprime soddisfazione per l'approvazione, nella giornata di ieri in Senato, dell'emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle, al disegno di legge anticorruzione. Esso prevede che la pena massima prevista per il reato di corruzione per esercizio delle funzioni di pubblici ufficiali salga dai cinque ai sei anni.

SODDISFAZIONE A CINQUE STELLE - «In realtà l'emendamento nostro è stato riformulato – precisa Cappelletti –, quindi va nella direzione da noi prevista, ma non è esattamente quello che noi chiedevamo. Noi volevamo un aumento delle pene anche per il 318 del Codice penale, che è stato quella che è stata poi proposta in riformulazione dal relatore. Ciò non toglie, però, il fatto che di fronte ad un ostruzionismo senza arte né parte di Forza Italia e una maggioranza sicuramente non molto vicina al Movimento 5 Stelle, essere riusciti ad imporre un emendamento che comunque va in direzione esattamente contraria a quello che si vorrebbe nel centrodestra, e nel centrodestra rappresentato in Commissione. Essere riusciti, quindi a coinvolgere su questa direzione anche dalla maggioranza ci fa esprimere il fatto che siamo lieti dell'accoglimento di questo emendamento che ha una conseguenza forse anche più importante rispetto ad un aumento di un anno della pena massima previsto per dall'articolo 318 del codice penale, che è la possibilità adesso di disporre intercettazioni essendo appunto la pena massima prevista superiore ai cinque anni come è attualmente», conclude il senatore pentastellato.

NECESSITÀ DI LEGALITÀ - In relazione all'aumento del massimo di pena per i pubblici ufficiali, i senatori del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti, Maurizio Buccarella e Mario Giarrusso sottolineano in una nota: «Proprio nella giornata in cui il presidente Mattarella torna a ribadire la forte necessità di legalità nel nostro Paese, il M5S contribuisce a un importante passo in avanti delle norme per la lotta alla corruzione, nonostante l’ostruzionismo di Forza Italia che evidentemente di legalità non ne vuol proprio sentir parlare».

AL VOTO PER I REATI DI CORRUZIONE - È previsto per oggi, 25 febbraio, la votazione dell'emendamento del governo volto ad aumentare la pena per i reati corruzione previsti dalla legge Severino nonché quello per un atto contrario ai doveri d’ufficio, ovvero l'articolo 319 del codice penale. «È stato annunciato dal governo che finalmente giungerà in Commissione questo emendamento e stiamo quindi alla porta ad aspettare, a vedere quanto ci sarà scritto – spiega il senatore del Movimento 5 Stelle –. Di indiscrezioni nella sala stampa ne abbiamo lette di tutti i tipi. Sicuramente ci sarà qualche sorpresa, perché altrimenti sarebbe arrivato in Commissione molto tempo prima. Avremo comunque il tempo per subemendare e credo che questa sia una riserva che domani cercheremo di fondere».

L'ATTESO PROVVEDIMENTO DEL FALSO IN BILANCIO - Tra le novità di maggior rilievo emerge senza dubbio la questione tanto delicata quanto dibattuta del falso in bilancio: nonostante al momento non risulti ancora depositato, il governo avrebbe pronto l'emendamento da presentare in Commissione. «C'è molta attesa, ovviamente, per il provvedimento tout court sul falso in bilancio – commenta Cappelletti –. Abbiamo sventato comunque, pare, la proposta della maggioranza del governo che è stata formalizzata, che prevedeva la disposizione di soglie al di sotto delle quali il falso in bilancio diventava lecito, la soglia del 5%, e anche questa ipotesi pare sia stata definitivamente superata, ma staremo a vedere cosa ci presenteranno domani. Ma prima di cantar vittoria, vediamo quale è il parere del governo rispetto a questo punto di vista», conclude il senatore.