21 novembre 2019
Aggiornato 00:00

Lega e M5S chiedono vincolo di mandato

All'indomani del passaggio di sette parlamentari di Scelta Civica nel Pd, Matteo Salvini e Beppe Grillo chiedono la modifica dell'articolo 67 della Costituzione che consente a deputati e senatori di lasciare il gruppo del partito con il quale sono stati eletti.

ROMA - Introdurre in Costituzione il vincolo di mandato per i parlamentari. All'indomani del passaggio di sette parlamentari di Scelta Civica nel Pd, Matteo Salvini e Beppe Grillo chiedono la modifica dell'articolo 67 della Costituzione che consente a deputati e senatori di lasciare il gruppo del partito con il quale sono stati eletti.

«Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato», recita la nostra carta fondamentale. Una norma grazie alla quale, solo in questa legislatura, ci sono stati ben 173 cambi di casacca. Per il leader della Lega si tratta di «una vergogna: tutti parlano di bene per il paese, ma lo fanno per garantirsi la poltrona, lo dicano perchè è più dignitoso». Quindi annuncia che il Carroccio «presenterà un ddl per chiedere agli italiani se non sia il caso di cambiare questo sistema del vincolo di mandato» e per impedire che «se uno è eletto con la maglietta rossa poi la cambi in bianca. Ora si chiamano responsabili, se lo facevano per Berlusconi erano malfattori da indagare. A me stanno sulle palle gli uni e gli altri. No ai cambi casacca, se non sei daccordo ti dimetti». Tuttavia, siccome oggi il vincolo di mandato non c'è e molti parlamentari delusi dai propri partiti bussano pure alla porta della Lega, Salvini è pronto ad aprirla: «Valuteremo caso per caso». E sul caso di Barbara Saltamartini, ex Ncd, ha poco da eccepire: «Ha un passato pulito e trasparente».

Per Grillo «il parlamentare è dipendente di chi lo vota. Per garantire il cittadino elettore si deve inserire il vincolo di mandato in Costituzione». Sul suo blog, il leader M5S ricorda che Renzie «solo poco tempo fa ospite a Porta a Porta», rivolgendosi a Paola Binetti passata dal Pd all'Udc «diceva a chi cambia partito in corsa che doveva avere il coraggio di dimettersi dal Parlamento. Parole toccanti, evaporate nell'etere televisivo». Ma incoerente, secondo i fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, oggi membri di Alternativa libera, è anche Grillo che non è sempre stato a favore del vincolo di mandato: «Ad agosto 2010, come scritto sul suo blog - ricordano gli ex M5S - il Movimento difendeva Gianfranco Fini dopo il suo abbandono a Berlusconi, dicendo che l'articolo 67 della Costituzione era 'molto chiaro'. Forse, come sempre, sono solo le convenienze personali a far parlare il megafono di Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo. Il M5S fa un po di confusione».