17 agosto 2019
Aggiornato 19:00
NCD è contro la Riforma delle banche poolari, ma voterà il decreto

Tancredi: «La fiducia al governo Renzi non è in discussione»

Il premier, Matteo Renzi, ha deciso di imporre la fiducia sulla Riforma delle banche popolari, ma il nuovo centro destra non è d'accordo. Che ne sarà della maggioranza di governo, e cosa farà Alfano? L'abbiamo chiesto al deputato di NCD Paolo Tancredi, capogruppo della Commissione Parlamentare Bilancio e Tesoro, che ha rilasciato una dichiarazione per i lettori di DiariodelWeb.it.

ROMA – Il premier, Matteo Renzi, ha deciso di imporre la fiducia sulla Riforma delle banche popolari, ma il nuovo centro destra non è d'accordo. Che ne sarà della maggioranza di governo, e cosa farà Alfano? L'abbiamo chiesto al deputato di NCD Paolo Tancredi, capogruppo della Commissione Parlamentare Bilancio e Tesoro, che ha rilasciato una dichiarazione per DiariodelWeb.it.

RENZI: SULLA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI METTO LA FIDUCIA -«Sulla Riforma delle Banche popolari, metto la fiducia». L'ha detto Matteo Renzi, ieri sera da Bruno Vespa a Porta a Porta. «Ci sono dieci banche, quelle più grandi, che hanno snaturato il concetto di banca popolare di una volta fondate sul solidarismo cattolico. Abbiamo detto che le dieci più grandi debbano trasformarsi in Spa», aggiunge, «e così faremo». La riforma consiste soprattutto nell'eliminazione del voto capitario, e gli istituti di credito hanno 18 mesi per trasformarsi in S.p.a. L'associazione che tutela gli interessi delle banche popolari ha già più volte palesato la sua ostilità alla riforma, ma il mercato sembra invece apprezzare le parole del premier: dato che a Piazza Affari sono stati proprio i titoli delle banche popolari a mettersi in luce per i guadagni.

IL «NO» DI NCD: COSA FARA' ALFANO? - Non tutti, però, sono favorevoli alla riforma: in primis, Ncd. E se da un lato Maurizio Lupi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e membro del nuovo centro destra, si dice aperto al dialogo, dall'altro non esita però a puntualizzare: «Sulle banche popolari la nostra posizione e' molto chiara, l'abbiamo detta con lealta'. Ncd non e' d'accordo con la proposta fatta» dal governo di riforma delle banche popolari. «Nel percorso parlamentare possiamo migliorare ulteriormente quella proposta che e' stata fatta, prendendo, per esempio, dal processo di autoriforma che le banche popolari stanno attuando. Ma eliminare una presenza come quella delle banche popolari ci sembra sbagliato», conclude. La posizione del NCD è palesemente contraria alla riforma, ma che ne sarà di Alfano se deciderà di non votare la fiducia al governo Renzi? L'abbiamo chiesto al Senatore di NCD Paolo Tancredi, capogruppo della Commissione Parlamentare Bilancio e Tesoro.

LA RISPOSTA DEL SENATORE PAOLO TANCREDI - Il deputato di NCD Paolo Tancredi, capogruppo della Commissione Parlamentare Bilancio e Tesoro, ha rilasciato una dichiarazione per DiariodelWeb.it e ha rassicurato gli animi di quanti credevano che, dopo la fine del Patto del Nazareno, anche l'alleanza tra NCD e PD fosse agli sgoccioli.

Matteo Renzi ha dichiarato che metterà la fiducia sul decreto di Riforma delle Banche popolari, ma NCD finora ha manifestato tutta la contrarietà. Cosa fareste, nel caso fosse necessario mettere in discussione il governo Renzi?

«Il testo è arrivato da poco in Commissione, vediamo se ci sono disponibilità al dialogo. Ho sentito oggi il responso dell'Assemblea di Assopopolari, e anche loro non negano che vi sia l'esigenza di una riforma e sono disponibili a un confronto. D'altronde il Presidente Renzi risponde, come in molti altri casi, alla sua esigenza e urgenza di incalzare le situazioni, e ciò noi lo capiamo perfettamente. Il problema non è mettere o meno la fiducia, ma piuttosto mettere la fiducia su quale testo.»

Quindi, dopo la fine del Patto del Nazareno, non è in discussione anche il vostro appoggio al governo Renzi?

«No. Questo non è un provvedimento su cui mettere in discussione la maggioranza di governo. Naturalmente stabilire per decreto che le dieci maggiori banche popolari debbano trasformarsi in poco tempo in una S.p.a. è una forzatura, e bisognerà discutere del principio di mutualità nel sistema del credito, e vorremo capire dove intende andare il governo. Ma ci sono le condizioni per riflettere insieme e occuparci del merito.»