6 dicembre 2019
Aggiornato 05:30
Ecco i candidati alla Presidenza della Repubblica

Dal Pd a Fi, dal M5S alla nuova alleanza FdI-Lega Nord: tutti i nomi dei papabili

L'elezione del Capo dello Stato rischia di far saltare il Patto del Nazareno, che finora aveva retto molto bene agli urti delle battaglie per le Riforme in Parlamento. Alle 15 è iniziata la prima votazione, ma Forza Italia ha promesso scheda bianca: in risposta all'annuncio a sorpresa di Renzi, che vorrebbe vedere al Colle Sergio Mattarella. Chi sono, quindi, gli altri papabili?

ROMA - L'elezione del Capo dello Stato rischia di far saltare il Patto del Nazareno, che finora aveva retto molto bene agli urti delle battaglie per le Riforme in Parlamento. Alle 15 è iniziata la prima votazione, ma Forza Italia ha promesso scheda bianca: in risposta all'annuncio a sorpresa di Renzi, che vorrebbe vedere al Colle Sergio Mattarella. I voti del Pd, però, da soli non saranno sufficienti a garantirne l'elezione, e senza l'aiuto dei forzisti l'impasse è dietro l'angolo. Chi sono, allora, gli altri papabili sui quali i grandi elettori potrebbero ripiegare?

SERGIO MATTARELLA : IL CANDIDATO DI RENZI - Sergio Mattarella, il candidato Pd per il Colle, è un ex Dc di origini palermitane, fratello minore di quel Piersanti ucciso da Cosa Nostra durante il suo mandato di Presidenza della regione Sicilia. Viene ricordato soprattutto per la legge elettorale che porta il suo nome, il Mattarellum: appellativo in «latinorum» coniato dal politologo Giovanni Sartori per rivolgersi ad essa. Mattarella viene anche ricordato per essersi dimesso – e ad onor del vero gli va dato atto della sua coerenza tra atti e pensieri – da Ministro della Pubblica Istruzione durante il governo Andreotti: quando quest'ultimo pose la fiducia sulla legge Mannì, che consacrerà l'impero televisivo di Silvio Berlusconi. Anche per questo il Cavaliere ha reagito piuttosto male allo smacco renziano di aver proposto, per il Colle, proprio la candidatura del suo ex antagonista. La risposta di Forza Italia non si è fatta attendere: i forzisti hanno annunciato che piuttosto voteranno scheda bianca, in attesa della quarta votazione (quando basterà un quorum di gran lunga più basso per eleggere il Capo dello Stato).

IL M5S HA DECISO: AL COLLE VOGLIAMO IMPOSIMATO - Si sono concluse anche le votazioni on-line del M5S, che aveva chiesto a tutti i grillini nazionali di esprimere sul web la propria preferenza sui candidati alla Presidenza della Repubblica. Il sondaggio ha dato per vittorioso Fernando Imposimato con il 32% delle preferenze: pari a 16.653 voti. Si tratta del magistrato famoso per la sua battaglia contro Cosa Nostra, la camorra e il terrorismo: fu giudice istruttore dei casi di terrorismo più importanti della storia italiana, come quello del rapimento di Aldo Moro. Suo fratello, Franco, venne ucciso dalla camorra nel 1983. Nel 1985 l'ONU lo scelse come il «Simbolo della giustizia» internazionale: per il suo coraggio e il suo impegno contro la criminalità organizzata.

FDI E LEGA NORD HANNO SCELTO VITTORIO FELTRI - Alla conferenza stampa che si è svolta ieri mattina alla Camera, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno fanno il nome del loro candidato per il Colle: «Chiediamo ai nostri deputati e senatori di fare una scelta culturale e politica che abbiamo incarnato in una persona che non è di nessun partito, che rappresenta quello spirito libero, indipendente e anche un po' anarchico, che è Vittorio Feltri», ha annunciato il leader del Carroccio, ed ha aggiunto: «Ho sentito Feltri questa mattina ed è orgoglioso di questa attenzione: al contrario di altri noi non facciamo nomi senza aver prima sondato».Giornalista e scrittore italiano, Feltri è stato direttore de Il Giornale ed è conosciuto per essere anche assiduo frequentatore di trasmissioni televisive in veste di opinionista. Vicino al centrodestra e, in particolare, a Silvio Berlusconi, ma favorevole ai matrimoni tra omosessuali e iscritto persino all'Arcigay, è un candidato non istituzionale, un non-politico, su cui i leghisti vorrebbero puntare per determinare una rottura con i governi precedenti. Questi i candidati finora all'orizzonte, ma la partita è aperta ed è ancora tutta da giocare.