20 febbraio 2019
Aggiornato 09:00
Ignazio Marino dà il via all'istituzione del registro per le unioni civili

Gasparri: Scalfarotto se ne deve andare, offende la Costituzione

Via libera dell'Assemblea capitolina all'istituzione a Roma del registro delle unioni civili fortemente voluta dal primo cittadino di Roma. Ignazio Marino si dice soddisfatto della vittoria, mentre il centrodestra rappresentato da Maurizio Gasparri reputa «inutile» il registro in questione.

ROMA - «Ignazio Marino vara un registro unioni civili inutile, pensi alle famiglie di Roma». È questo che risponde Maurizio Gasparri al via libera dell'Assemblea capitolina all'istituzione a Roma del registro delle unioni civili fortemente voluta dal primo cittadino di Roma.

L'ATTACCO DEL CENTRODESTRA - A dare man forte all'onorevole Gasparri, la deputata del Nuovo centrodestra Barbara Saltamartini, che nelle ore successive all'approvazione del registro ha condannato, oltre che il primo cittadino della Capitale, anche il sottosegretario Ivan Scalfarotto, ex vicepresidente Pd e impegnato per i diritti LGTB: «Con la delibera sul registro delle unioni civili, la ‘coppia di fatto’ Marino e Scalfarotto ha superato i limiti delle regole e della decenza. In questo momento ci troviamo con un sindaco fuorilegge che forza le Istituzioni facendo approvare un provvedimento che, a tutti gli effetti, rimane carta straccia per il nostro ordinamento. Si aggiunga un rappresentante di governo, che ha la competenza in materia, il quale incita gli stessi sindaci a violare la legge, definendo ‘coraggiosi’ i primi cittadini che di fatto si mettono in contrasto con quanto definito dal ministro dell’Interno e dai prefetti. Tutto ciò è gravissimo».

L'ALLEGRO CHIRURGO MARINO - E continua, ancora, la deputata di NCD: «L’allegro chirurgo ancora una volta dimostra di fregarsene dei veri problemi della città, abbandonandola al degrado e all’insicurezza. Sbaglia di grosso dunque Marino se pensa di poter nascondere il fallimento della sua amministrazione con qualche titolo di giornale ad effetto. E allo stesso tempo sbaglia Scalfarotto se pensa di poter distorcere la Costituzione, bypassando anche il ruolo del Parlamento, per introdurre in maniera surrettizia i matrimoni gay. Scenario che nel nostro Paese, a Costituzione vigente, non puo’ verificarsi».

LA SODDISFAZIONE DI IGNAZIO - «Roma, con il suo esempio, spera di poter contribuire a sbloccare le titubanze dei legislatori», commenta invece Ignazio Marino, soddisfatto del risultato raggiunto. Una vittoria che segna un punto a favore del sindaco e di tutti coloro che si erano battuti affinché il registro venisse istituito, nonostante le polemiche sollevate. Ad avallare la proposta di Marino il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle; a votare contro, invece, le formazioni di centrodestra, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Nuovo Centrodestra: 32 voti favorevoli, 10 contrari ed un astenuto (della Lista Marchini).Roma, dunque, fa un passo avanti nella politica dei diritti con il suo registro. «Finalmente anche Roma si dota di un registro delle unioni civili. E' un risultato atteso da tempo, che pone Roma sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi stabili. La Capitale dà il segnale che, in questa città, l'amore è uguale per tutti», afferma ancora l'inquilino del Campidoglio.

SVOLTA STORICA - In aula Giulio Cesare, dove si è tenuta la sessione decisiva per approvare i provvedimenti in questione, manifestazioni contrastanti all'annuncio dell'esito del voto: una consigliera di NCD ha portato sullo scranno della presidenza un cartello con su scritto «Maschio e femmina li creò», mentre un altro gruppo di oppositori al registro ha tentato di entrare nell’area riservata ai consiglieri spintonando i vigili urbani. Bagarre in aula, quindi, in cui erano presenti anche il segretario di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola e l'ex parlamentare Vladimir Luxuria, che ha commentato: «Oggi è un giorno importante. Roma vuole essere una città aperta, democratica e ribadire al Parlamento che è ora di dotarsi di una legge per riconoscere i diritti di chi si ama. Oggi è una vittoria civile, di una capitale di uno Stato laico che chiede a gran voce di riconoscere le unioni affettive tra persone». «Il punto di svolta dopo la stagione Cavernicola di Alemanno per l'immagine di una Roma caput mundi che fa dell'accoglienza, dei diritti civili la propria regola», commenta il leader di Sel.

COME FUNZIONA - Chi può iscriversi al registro? «Le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso, italiane e straniere, e che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un'altra unione civile e che non siano sposate, vincolo quest'ultimo che cade al momento dell'annotazione della separazione, senza quindi dover aspettare il divorzio».