23 febbraio 2019
Aggiornato 17:30
Corsa Quirinale

Ora Berlusconi scalpita con Renzi, ma è guerra con Fitto

L'ex Premier si aspetta che il presidente del Consiglio si dimostri affidabile ma resta in lui il timore di ritrovarsi alla fine con nulla in mano.

ROMA - Le frasi che dice, certo, pesano. Ma ancora di più conta il fatto che abbia deciso di dirle. Anzi, di ribadirle. Perché se Silvio Berlusconi sostiene che i dissidenti di Forza Italia devono cambiare linea o è meglio che vadano via, la risposta di Raffaele Fitto è la convocazione di una conferenza stampa per rilanciare tutta la sua contrarietà all'atteggiamento da «scendi-letto» del Cav nei confronti di Renzi. Una contrarietà che esprime con un'escalation di espressioni negative: «scelta incomprensibile», «resa incondizionata», «capitolazione totale». Per l'europarlamentare pugliese, infatti, la decisione di sposare la linea renziana su Italicum e riforme al punto da sostituire i voti mancanti della fronda Pd è di fatto una svendita della storia di Forza Italia. Delle due l'una - insiste - o Berlusconi ha sbagliato 20 anni fa o sta sbagliando adesso.

Raffaele Fitto sa bene che la sua scelta di non sopire le polemiche - ma anzi di rinfocolarle convocando la stampa - fa aumentare l'irritazione dell'ex premier. Ma stare zitti rischiava di sembrare una ritirata. Soprattutto adesso che Berlusconi è tornato a parlare con Angelino Alfano, seppellendo i vecchi rancori: una mossa che punta alla riunificazione del centrodestra ma anche a 'marginalizzare' il peso interno della fronda fittiana. Il leader azzurro ovviamente si guarda bene dal replicare personalmente, ma la risposta degli azzurri filo-nazareni arriva dal capogruppo del Senato, Paolo Romani. Fitto - sostiene - sta sbagliando perché Forza Italia «sta tornando protagonista».

Ed è proprio su questa ritrovata centralità che si stanno concentrando le attenzioni di Silvio Berlusconi. Sull'asse con Renzi l'ex premier ha scommesso molto, una sorta di all in cui ora si vince o si perde tutto. E la vittoria, nello specifico, vuol dire riuscire a partecipare alla scelta di un presidente della Repubblica «non ostile» che si mostri sensibile al suo anelito verso la ritrovata agibilità politica. Il leader di Forza Italia, insomma, ora scalpita: si aspetta che il presidente del Consiglio si dimostri affidabile ma resta in lui il timore di ritrovarsi alla fine con nulla in mano. D'altra parte, Berlusconi fu uno dei principali artefici della rielezione di Giorgio Napolitano anche perché si aspettava che da quel momento in poi seguisse una stagione di pacificazione nazionale in cui lui sarebbe stato riabilitato anche rispetto a quello che considerava un accanimento giudiziario nei suoi confronti. Le cose dal suo punto di vista andarono però diversamente come dimostrato dal difficile rapporto avuto con il Colle.

L'ex premier spera che questa sia la volta buona e non può far altro che fare affidamento su Renzi. Che poi questo possa essere preludio anche di una collaborazione allargata al governo è suggestione che regna sovrana tra gli azzurri. Tanto che Fitto ironizza: «Noi - dice - saremo impegnati a sgualcire gli abiti blu di qualcuno che forse pensava di tirarli fuori per qualche giuramento».

Fonte AskaNews