22 aprile 2019
Aggiornato 02:00
M5S propone una ricompensa a chi denuncia i corrotti

Businarolo: Orlando combatte la corruzione con armi scariche

Dopo che il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha parlato di corruzione di «dimensioni intollerabili», Francesca Businarolo (M5S) spiega quali siano, a suo avviso, i provvedimenti da adottare. Innanzitutto, una ricompensa in denaro per le gole profonde, che incoraggi i cittadini a superare l'etica del «guarda e passa». E sembra che la proposta cominci a raccogliere l'interesse del Ministero

ROMA«Dimensioni intollerabili». Con queste  parole, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha parlato del fenomeno della corruzione, in occasione dell'annuale relazione sull'amministrazione della Giustizia illustrata alla Camera dei deputati e approvata da Montecitorio con  222 voti favorevoli, 89 contrari e 14 astenuti. D’altronde, l’inchiesta Mafia Capitale ha letteralmente scoperchiato un sistema di corruzione pervasivo, se pensiamo che nell’Ama il fenomeno ha interessato la totalità degli appalti.

BUSINAROLO: SULLA CORRUZIONE, ORLANDO MINISTRO-FANTASMA - Eppure, estremamente critica sull’operato del Ministro Orlando la deputata Cinque Stelle Francesca Businarolo, che, in tema di corruzione, sin dal suo insediamento alla Camera è uno dei parlamentari forse più attenti e solerti. «Noi abbiamo contestato duramente il Ministro in aula, perché lo consideriamo un Ministro-fantasma», afferma la deputata. «Aveva promesso molte cose, però nei fatti non stiamo vedendo grossi risultati. I dati lo confermano: l’Italia è stata dichiarata, lo scorso anno, il primo Paese in Europa per corruzione, e di questo ha sofferto anche il Pil, se pensiamo che a causa del fenomeno abbiamo perso 100 miliardi in dieci anni», spiega la Businarolo. Insoddisfazione, dunque, per l’operato di questo esecutivo in materia: «In Commissione Giustizia è arrivato un provvedimento che, secondo il Governo, dovrebbe aiutare a superare l’empasse in cui ci troviamo, frutto di decenni di lassismo. Nei fatti», riporta la deputata, «semplicemente si aumentano le pene del reato di corruzione e i tempi di prescrizione. Ma non è così che si risolve il problema: avevamo fatto una proposta molto chiara, in tema di prescrizione, che era di interromperla nel momento del rinvio a giudizio».

LO STATO RICOMPENSI LE GOLE PROFONDE - D’altronde, secondo la Businarolo, la diminuzione del 16% degli investimenti e l’aumento del 20% del costo degli appalti sarebbero conseguenze anche della crescente sfiducia a investire o lavorare in un Paese che, secondo il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, con i suoi 43 punti si colloca tra le nazioni al mondo che non raggiungono neppure la sufficienza in trasparenza. Ecco perchè la Businarolo è prima firmataria della proposta di legge che permetterebbe di tutelare chi segnala i reati di corruzione, e di ricompensarsi per la propria denuncia. «Sono prima firmataria della proposta di legge che punta a premiare i whistleblowers, cioè i lavoratori pubblici e privati che individuano e denunciano casi di corruzione. Sono una sostenitrice della ricompensa perché», spiega, «è un modo per incentivare le denunce, considerando che segnalare è sempre un rischio: fino ad ora, chi ha segnalato è stato licenziato, o ha subito una serie di ritorsioni, quindi è anche un modo per ricompensare il coraggio». Inoltre, «la ricompensa che proponiamo dovrà ammontare al 15-30% del recuperato, a seguito di una sentenza della Corte dei Conti. In America sono famosi casi di recuperi del fisco milionari grazie alla segnalazione di whistleblowers, e queste persone hanno ottenuto una discreta ricompensa».

ORLANDO STAREBBE VALUTANDO L’IDEA DELLA «TAGLIA» - La buona notizia, secondo la Businarolo, è che il Governo sembra stia valutando l’introduzione della «taglia» sulla «testa» del corrotto, o del corruttore: «Sembra si stia muovendo finalmente qualcosa in Commissione Giustizia», dichiara la Parlamentare. «Proprio ieri parlavamo informalmente con la Presidente della Commissione, che ha manifestato un certo interesse per la proposta. Lo stesso Ministro», rivela la parlamentare in anteprima, «sembra voglia premiare i segnalatori, pur in ambito diverso, mentre la mia proposta vuole introdurre il premio sia per i lavoratori pubblici che per quelli privati». Insomma, dall’esecutivo giungono i primi segnali positivi: «Ci stiamo lavorando: bisogna anche considerare che questa proposta di legge deve essere vagliata in congiunta anche in Commissione Lavoro. Comunque sono ottimista».

REGNANO DISILLUSIONE, OMERTÀ E SFIDUCIA NELLE ISTITUZIONI - D’altronde, gli italiani sembrano essere sempre più consapevoli di quanto la corruzione sia un vero e proprio cancro per il Belpaese. Secondo la Relazione dell’Unione sulla lotta alla corruzione presentata lo scorso febbraio, gli italiani vedono di fronte a sé un Paese oggi più corrotto che mai: se nel 2007 la corruzione era ritenuta un problema nazionale da 84 italiani su 100, oggi quest’opinione è pressoché unanime (97 per cento). Inoltre, la percezione della problematica va aggravandosi dal 2009 e il 74 per cento degli italiani ritiene che sia aumentata negli ultimi tre anni. La stessa Businarola, sul suo sito, ha pubblicato un questionario in cui ha chiesto ai cittadini quanto fossero informati sull’argomento. «L’impressione è che gli italiani siano assolutamente consapevoli del problema. Probabilmente, sono anche un po’ disillusi sul fatto che si possa trovare una soluzione reale. Io mi auguro che con questa proposta possano provare una rinnovata fiducia nelle istituzioni, e soprattutto prendano coraggio, perché diventerebbero protagonisti proprio loro: i cittadini lavoratori».  La speranza, insomma, è che la prospettiva della ricompensa possa convincere gli italiani ad abbandonare, una volta per tutte, quell’etica del «guarda e passa» che spesso li ha contraddistinti. Un’indifferenza che scaturisce, certamente, dalla totale sfiducia nel proprio Stato, nella certezza della pena e nella tutela degli onesti: da sempre, un cancro che attanaglia il nostro «omertoso» Paese.