26 aprile 2019
Aggiornato 04:30
Cosa bolle in pentola

Montezemolo e Guerra, i gemelli del made in Italy

Dopo l'ex di Luxottica, il premier Renzi sta per ingaggiare l'ex di Ferrari

ROMA - Made in Italy quanto mi piaci, e quanto mi costi... Renzi ce la sta mettendo tutta per ridare slancio alla nostra economia e convincere gli investitori stranieri che fare affari nel Belpaese adesso, e in futuro, si può, con regole più certe e un po' più semplificate. E infatti sta reclutando – in alcuni casi a suon di vagonate di euro – i sostenitori più illustri dell'italianità nel mondo: dopo l'ex ad di Luxottica, Andrea Guerra, che per la verità pare stia dando il suo contributo a titolo assolutamente gratuito, adesso dovrebbe essere la volta di Montezemolo. Sì, l'ex capo Ferrari e neopresidente di Alitalia potrebbe accettare le lusinghe del premier, di cui è amico intimo, e diventare suo consigliere strategico per l’attrazione degli investimenti esteri in Italia e la promozione del made in Italy. Un ruolo in cui, a Palazzo Chigi, sarebbe supportato dal fedelissimo Marco Simoni, giovane economista della London School of Economics, tra gli ispiratori di Italia Futura.

MONTEZEMOLO IPOTESI SUPERMANAGER - Per Montezemolo l'italianità è un mantra da sempre («Il made in Italy è tutto», ha detto una volta, e già Berlusconi lo elesse «ambasciatore del made in Italy nel mondo»): eleganza, classicità, dinamismo, dalla Ferrari a Frau, da Ntv a Fiat, ha sempre puntato tutto sull'eccellenza italiana (salvo poi, però, vendere proprio Frau agli americani per la modica cifra di 213 milioni di euro...). Domani sarà al vaglio del Consiglio dei ministri il tanto atteso «Investment Compact», che tra le altre cose potrebbe riunire sotto lo stesso cappello i vari enti ad oggi deputati allo sviluppo degli investimenti esteri in Italia: insomma, una razionalizzazione della governance, una sorta di «cabina di regia», che nelle intenzioni di Matteo Renzi potrebbe essere proprio gestita dal supermanager Montezemolo. A questo proposito si parla di possibili accorpamenti tra Ice, Invitalia e Enit, anche se su quest'ultimo punto, riferiscono dall'Ice a Diario del Web, pare che Franceschini abbia detto no perché l'Agenzia Nazionale del Turismo rientrerebbe nella sfera di competenza del ministero del Turismo. Parallelamente, Renzi è intenzionato a spingere sulle missioni all'estero, sulla scia di quella in Estremo Oriente che a marzo sarà condotta dal viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, anche lui fedelissimo di Montezemolo, che ha già curato il «Piano straordinario made in Italy» inserito nel decreto Sblocca Italia.

GUERRA, L'EX AD DI LUXOTTICA GIÀ AL LAVORO - Montezemolo da una parte, dunque, e Andrea Guerra dall'altra. 50 anni, colui che se n'è andato da Luxottica con oltre 45 milioni di euro (10 solo di buonuscita) dopo averla portata a 7 miliardi di euro di fatturato, è stato chiamato in veste di superconsulente economico per fare da raccordo tra il governo e il mondo dell'imprenditoria, italiana ed estera. Inserito nel 2004 nella lista del Financial Times delle «25 stelle del business», Guerra si sta già occupando di alcune delle questioni più delicate: Ilva, Poste Italiane, telecomunicazioni e privatizzazioni. Staremo a vedere come i "gemelli del made in Italy", Guerra e Montezemolo appunto, si muoveranno nella giungla del sistema Italia. Sempre che di sistema Italia si possa, finalmente, parlare...