6 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Primo round in Corte Costituzionale alla Lega

Fedriga: «In 500.000 vogliono cancellare il danno fatto ai giovani dalla Fornero»

La disoccupazione è arrivata al 44% e gli esodati in condizioni drammatiche sono ancora oltre 164 mila. Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera per la Lega Nord, ha rilasciato un'intervista a Diariodelweb per spiegarci l'urgenza di procedere col referendum abrogativo e cancellare la Riforma Fornero.

ROMA - La disoccupazione è arrivata al 44% e gli esodati in condizioni drammatiche sono ancora oltre 164 mila. Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera per la Lega Nord, ha rilasciato un'intervista a Diariodelweb per spiegarci l'urgenza di procedere col referendum abrogativo e cancellare la Riforma Fornero. 

La Corte Costituzionale ha dato ragione alla Lega Nord, che ha chiesto un rinvio per decidere sul referendum abrogativo per cancellare la Legge Fornero. Vi ritenete soddisfatti?
«Non ci riterremo soddisfatti finché il referendum non verrà dichiarato ammissibile e quindi sottoposto concretamente a tutti gli elettori per cancellare la Legge Fornero. Dovrebbe svolgersi in primavera, ma spetta al governo indirlo.»

Perché è così importante cancellare la Riforma Fornero?
«Perché è una riforma che ha causato molteplici danni, da più punti di vista: per primo quello degli esodati; in secondo luogo, ha colpito in modo drammatico l'occupazione del paese – bloccando nella sostanza il ricambio generazionale, e la Riforma Fornero è stato uno dei fattori che ha determinato l'incremento del tasso di disoccupazione giovanile, arrivata al 44% ed è il massimo storico mai raggiunto nel nostro paese - e per concludere siamo diventati il paese con l'età pensionistica più elevata. E' una riforma realizzata sulla pelle dei nostri cittadini.»

Lei aveva anche presentato un'interrogazione parlamentare per dimostrare la strettissima correlazione tra la Riforma Fornero e l'aumento del tasso di disoccupazione giovanile: ha avuto delle risposte?
«Ho avuto anche modo di presentare direttamente questi dati drammatici al Presidente del Consiglio, che però preferisce sottostare alle esigenze dettate dall'Europa al nostro paese, piuttosto che rispondere ai problemi e ai danni che stanno vivendo i nostri cittadini: è a dir poco drammatico da parte di un presidente noto come il «presidente del cambiamento», e che si autoproclama difensore dei diritti dei cittadini italiani.»

Una volta cancellata la Riforma Fornero, come dovrebbero essere affrontati il problema della disoccupazione e quello delle pensioni?
«In primo luogo bisogna puntare a cancellare la Riforma Fornero, e poi preoccuparsi di rilanciare l'impresa. Abbiamo proposto la flat tax, ovvero una tassa unica per tutti, sia per le personalità fisiche che giuridiche, al 15%. Questo porterebbe a un'enorme competitività del sistema paese, facendo crescere le imprese e offrendo nuove possibilità occupazionali. In secondo luogo, come si è potuto dimostrare nei 38 paesi del mondo in cui la flat tax è stata introdotta, anche un aumento di introiti per le casse dello stato: perché quando le tasse sono basse, eque e facili da pagare l'evasione si riduce notevolmente.»

Da molto tempo non si sente più parlare di esodati: come mai, nonostante oltre 164 mila persone vivano ancora in condizioni drammatiche, sono scomparsi all'improvviso da tutti i media nazionali?
«C'é la responsabilità di una parte consistente della politica. Proprio l'altroieri li ho incontrati, insieme al segretario Salvini, in via Bellerio, e ci hanno espresso tutte le loro preoccupazioni perché si sentono abbandonati a loro stessi. Le loro sono esigenze di sopravvivenza, che dal governo vengono praticamente ignorate.»

La Camusso sembra essere d'accordo con la Lega per quanto riguarda il referendum abrogativo sulla Legge Fornero, mentre la Cisl si è dichiarata contraria. Su chi pensate di poter contare in primavera?
«Noi ci fidiamo dei cittadini. Siamo profondamente convinti che se andassimo al referendum, milioni di cittadini - a prescindere dalle indicazioni dei loro partiti o dei sindacati - verrebbero a votare e voterebbero sì all'abrogazione della Riforma Fornero. Quindi ci rivolgiamo a loro e al grande senso di responsabilità della nostra gente, che è certamente superiore a quella di chi ci governa.»

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