26 giugno 2019
Aggiornato 20:30
Il Presidente del Consiglio spiega la sua strategia per l'energia

Renzi: «Abbiamo detto addio a South Stream, ma dato il benvenuto all'Africa»

South Stream non si farà. Ma Renzi non si scoraggia e rassicura gli italiani: il governo guarda lontano, al continente nero, per la sua strategia sull'energia.

ROMA - South Stream non si farà. Ma Renzi non si scoraggia e rassicura gli italiani: il governo guarda lontano, al continente nero, per la sua strategia sull'energia.

NIENTE SOUTH STREAM, MA L'TALIA PUÒ STARE SERENA - Il blocco del gasdotto South stream non è «decisivo» per la politica energetica italiana. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlando in aula alla Camera, replicando alle critiche arrivate dalla Lega: «South stream da mesi è in procedura di infrazione aperta dalla commissione europea a guida Barroso, quella a cui voi avete per due volte consegnato la guida dell'Europa. In questo scenario, la decisione di bloccare South stream ha sicuramente evidenti ripercussioni, ma è - a nostro avviso - non decisiva per il futuro dell'Italia e della politica energetica».

NOI GUARDIAMO AL CONTINENTE NERO - Renzi ha spiegato: «Questo non perché noi abbiamo come alternativa la Turchia, che è attraversata dal Tap, che ha un'occasione di risorse energetica davvero insignificante rispetto al fabbisogno che abbiamo. Noi pensiamo che il Tap vada fatto perché è giusto, ma diverso è il ragionamento che l'Italia ha fatto, in particolar modo attraverso il lavoro di Eni. L'Italia ha scelto di investire in una diversa relazione con l'Africa. Il mio è il primo governo che ha scelto di fare viaggi ufficiali anche sotto il Sahara, abbiamo scelto di stare in Congo, Angola, Mozambico».