14 novembre 2019
Aggiornato 23:30

M5S, sale il drappello di ribelli in Tv

Dalle file del Movimento 5 Stelle si alza la voce di chi si dice convinto che andare in tv sia giusto, in primis per presentare e far conoscere i programmi del M5S. Il deputato Sebastiano Barbanti afferma che non si va davanti le telecamere «per vanità o per soddisfare il nostro punto G».

ROMA - Continua la polemica in casa 5 Stelle dopo il post anonimo in cui sul blog di Beppe Grillo veniva denunciata la partecipazione del grillino friulano Rizzetto alla trasmissione televisiva Omnibus, su La 7. Il deputato Sebastiano Barbanti oggi interviene ad Agorà, su Rai 3, per spiegare le ragioni di chi sceglie, tra i grillini, di partecipare ai talk show. Il deputato del M5S sostiene fermamente che andare davanti alle telecamere non è altro che la possibilità di comunicare i programmi del Movimento, ma su una cosa è fermo, Barbanti: il leader deve restare Grillo. «Grillo deve rimanere a capo del Movimento. Lui sa come parlare alla pancia della gente», afferma Barbanti. «Se noi siamo qua in televisione - ha aggiunto - è per far conoscere meglio i nostri programmi. Non certo per vanità o per soddisfare il nostro punto G».

TURCO: BISOGNA FARE AUTOCRITICA - «Dobbiamo riconoscere che è il momento di fare autocritica, di iniziare una riflessione seria al nostro interno». Lo ha dichiarato Tancredi Turco, deputato del Movimento 5 stelle, intervenendo ad Agorà su Raitre. «Forse - ha aggiunto - i cittadini non sono ben informati su tutti i provvedimenti che abbiamo portato avanti, su tutte le nostre battaglie, e se non sono informati forse è anche colpa nostra, delle scelte che abbiamo fatto. Grillo deve rimanere il nostro megafono, ma è opportuno che venga affiancato anche da altri megafoni che siamo noi parlamentari».

FICO: GIUSTO LO STOP TELEVISIVO - Ieri il deputato Roberto Fico precisa che in televisione è giusto andare in determinati periodi, come è accaduto subito prima delle elezioni europee. Afferma, infatti, Fico: «Ci andava Di Maio quando ci andavamo tutti. E' sempre stato uno dei nostri punti fermi. Ascoltando le richieste di tanti attivisti, abbiamo deciso tutti insieme di andarci prima delle europee, ma secondo me è giusto per un periodo un fermo tv. Poi i tg e le interviste chiuse sui temi le facciamo, ma non andiamo nei pollai. L'Auditel dimostra che gli ascolti crollano e hanno bisogno di un contraddittorio, ma non vogliono parlamentari, vogliono attori». Fico sottolinea, poi, la profonda diversità dai partiti e quindi afferma: «Noi siamo profondamente diversi dai partiti, e stando in questo meccanismo, fra un emendamento e un ordine del giorno, oppure in tv, rischiamo di apparire uguali».