14 luglio 2020
Aggiornato 03:30
In attesa del voto di domenica

Renzi: «Non è un test nazionale, ma vinciamo noi»

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, torna a parlare di votazione e si dice convinto di un risultato del Partito democratico più che positivo su un possibile test sullo stato dei partiti: «vinciamo noi, anche se non lo dovrei dire...».

ROMA - Il premier torna ad affrontare la questione delle votazioni regionali del prossimo fine settimana e si dice sicuro sui risultati: qualora qualcuno volesse azzardare, infatti, una valutazione sullo stato attuale dei partiti politici, rimarrebbe deluso, perché il Partito democratico che il premier guida ne uscirebbe senza dubbio vincitore. Se sulle regionali in Emilia Romagna e Calabria «qualcuno vuole fare un test di come stanno i partiti, a me va bene: vinciamo noi, anche se non lo dovrei dire...». Questa la dichiarazione del premier Matteo Renzi ai microfoni di Rtl. Aggiunge, ancora, Renzi: «Se domenica vogliono dire come sta il Pd sarò felice, ma non darei una lettura nazionale» del voto, «e non la darò io stesso se, come spero, vinciamo».

BISOGNA CAMBIARE E NOI LO FAREMO - Basta col clichè che «l'Italia sia un insieme di sfighe», e basta col dire che invece va tutto bene. Bisogna cambiare le cose che non vanno, con la consapevolezza delle qualità che ci sono in Italia. E' il messaggio di ottimismo che il premier ha lanciato dall'incontro con i 100 digital champions italiani, ai quali chiede: «Potete dimostrare che questo Paese non solo non è finito, ma che se ce la mettiamo tutta e tutti insieme, anche lo straordinario passato impallidirà». Bisogna «migliorare noi stessi, e smetterà di pensare che non abbiamo un futuro».

NON E' UN PAESE DI SFIGHE - Renzi invoca un «cambio di paradigma nel Paese». Perché «non è tutto bianco o tutto nero, ma ci sono due modi per raccontare l'Italia». Da un lato «siamo abituati a dire il clichè che l'Italia sia un insieme di sfighe: i cervelli sono tutti all'estero, noi che siamo rimasti siamo tutti dei pancreas... Diamo la libertà di pensare che chi resta non è uno zuccone». Però «se Fabiola Gianotti diventa direttrice del Cern sui giornali c'è un trafiletto, se si fanno 153mila nuovi posti di lavoro non si dice». Dall'altro lato «ci sono quelli che rispondono che i ristoranti sono pieni, che va tutto bene». Per Renzi c'è una via di mezzo: Dunque «dobbiamo cambiare l'Italia perchè è giusto», e gli strumenti digitali «aiutano l'Italia a diventare migliore». «Non so come riusciremo a raggiungere altri Paesi e altre realtà, ma so che dentro ci noi ci sono straordinarie occasioni e realtà. Il mio compito è dimostrare che l'Italia può rimettersi in moto, ci sono un sacco di problemi ma noi siamo l'Italia», conclude il premier.