16 luglio 2024
Aggiornato 05:30
La risposta del cavaliere al premier

Berlusconi: «Sull'Italicum alla Renzi è rottura»

Il leader di Forza Italia annuncia un patto con l'ex governatore pugliese Raffaele Fitto. Intanto il Cavaliere, parlando della legge elettorale durante il comitato di presidenza di Forza Italia, sottolinea che con Renzi vuole un confronto e non è minimamente intenzionato a sottostare ad alcun tipo di imposizione.

ROMA - «No ai diktat, sì al confronto per la governabilità». Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando della legge elettorale durante il comitato di presidenza di Forza Italia, indetto dal leader degli azzurri per un confronto con i suoi prima del faccia a faccia col premier, Matteo Renzi.

RENZI: NOI CI SIAMO FINO AL 2018 - «Mi sono stancato di ripetere che si arriva al 2018, mi vengono attribuite intenzioni che non ho. La maggioranza ritiene fondamentale che l'orizzonte temporale del governo sia unicamente quello della scadenza naturale della legislatura. Votare prima del 2018 sarebbe un errore e una sconfitta inaccettabile per tutti». Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in occasione del vertice a Palazzo Chigi che ha visto riunirsi le delegazioni dei partiti che sostengono l'esecutivo del premier. L'incontro è durato circa tre ore e si è concluso con la firma di un documento.

FORZA ITALIA DECIDA: O DENTRO O FUORI - Tale documento riporterebbe l'impegno del premier che si andrà alle elezioni soltanto dopo il referendum sulle riforme costituzionali. Fonti parlamentari della maggioranza riferiscono che il presidente del Consiglio ha sottolineato più volte questo concetto durante il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Il premier, in relazione alla legge elettorale, ha sostenuto che questa non può dividere la maggioranza e che se Forza Italia si vuole aggiungere non verrà di certo esclusa dall'accordo. Fonti di governo assicurano che Matteo Renzi dovrebbe incontrare ancora il leader di Fi mercoledì 12, prima della direzione del Pd. Sul testo delle riforme costituzionali potranno essere apportati dei miglioramenti ma senza stravolgimenti. E' quanto si legge nel documento della maggioranza scritto e firmato dai capigruppo e dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.

L'ARTE DELLA PERSUASIONE DI SILVIO - Il fine ultimo è quello di ricompattare il partito, sfiancare Fitto e i suoi e alimentare il rapporto diretto con il premier Renzi, per giocare un ruolo da protagonista di una parità allargata ad altri temi, che vanno oltre le riforme. In primis, quello delicato che investe la scelta del Capo dello Stato, quando Napolitano sarà pronto a rassegnare le dimissioni. Non sono obiettivi facili da raggiungere, soprattutto se prima il leader di Forza Italia non procede a persuadere i dissidenti interni della necessità di acconsentire alle modifiche al patto del Nazareno chieste dal premier, senza che questo venga letto ed interpretato come una resa incondizionata. La prima mossa della strategia di pacificazione interna è stata compiuta ieri, con l'invio di Maria Rosaria Rossi alla manifestazione di Raffaele Fitto a Roma.

IL PATTEGGIAMENTO COL PREMIER - Dopo di ciò, Silvio Berlusconi dovrebbe procedere alla convocazione del Comitato di presidenza, come richiesto da Fitto, al termine del quale - secondo indiscrezioni - il leader azzurro invierà la sua risposta positiva al premier sul premio di maggioranza alla lista, che scattera' se si ottiene il 40% dei voti. Ancora forti sono le incognite sui patteggiamenti. Nel caso in cui Renzi non dovesse cedere ai compromessi di Silvio Berlusconi, e cedere alle richieste di Alfano e dei piccoli, portando le soglie al 3%, potrebbe significare che il patto salti, perché vedrebbero uno svantaggio per il leader di Fi.