23 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Per il senatore i grillini non devono fare la stampella di nessuno

Morra: «M5S non è un pezzo di ricambio»

Se per il Partito democratico l'apertura al Movimento 5 Stelle è possibile e probabile, in vista di una chiusura a Forza Italia, i grillini si dicono contrari a fare la parte dei «panchinari». Nicola Morra ricorda che il M5S ha presentato una proposta di legge elettorale, ancora non presa in considerazione dal Governo Renzi.

ROMA - Il Governo Renzi sembra essere pronto ad accelerare sulla legge elettorale.Accelerazione, questa, che vedrebbe il superamento del giudizio del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, infatti, sidirebbe disposto ad aprire, sulle riforme, anche al Movimento del comico genovese, se disponibile al dialogo. Tra polemiche dei forzisti e attacchi di Ncd, pare che l'asse Pd-M5S sarebbe sempre più plausibile.

NON SIAMO PANCHINARI - Precisata la posizione del partito del presidente del Consiglio, si delinea anche quella, più confusionaria, del Movimento 5 Stelle. A parlare è l'esponente grillino Nicola Morra, che, ai microfoni di 24Mattino su Radio 24, attacca il partito del premier e la possibile coincidenza di vedute in relazione alla legge elettorale. Per i grillini si tratterebbe di un affronto non indifferente, perché servirebbero nel concreto a sostituire Forza Italia. Afferma Morra: «Un'intesa col Pd sulla riforma elettorale? No. Noi non siamo i sostituti che stanno in panchina e quando il titolare non ce la fa più o gioca male vengono chiamati in campo». 

IL PD BERLUSCONIANO - Continua l'intervista, Morra, sostenendo che il peso del Movimento non va ridotto alla semplice sostituzione di un partito: il Movimento, infatti, ha presentato qualche tempo fa - secondo le parole di Morra - una proposta di legge elettorale ad una delegazione del Pd, totalmente ignorata dal premier. Afferma Morra: «Noi non dobbiamo sostituire la partitocrazia. La nostra proposta elettorale c'è, qualche mese fa abbiamo incontrato una delegazione del Pd. Ricordo le parole con cui Luigi Di Maio ha arringato Renzi dicendo 'la nostra proposta è qua, ci faccia sapere'. Ci potevano dire 'ci piace, non ci piace' ed entrare nel merito delle discussioni. Prendiamo atto che invece c'è stato un accordo politico, il Patto del Nazareno. Il Pd renziano preferisce essere avvinghiato al mondo berlusconiano. E allora noi ricordiamo che questo Parlamento è delegittimato, eletto con una legge definita poi incostituzionale». «Giuridicamente il Parlamento ha una sua dignità, ma moralmente è fortemente indebolito da questo difetto di nascita. Per cui noi vogliamo votare, anche perché la sovranità appartiene al popolo, e siamo pronti ad accettare qualsiasi responso», conclude.