14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Pioggia di emendamenti trasversali contro il governo

Pd, M5s, Fi e FdI in cordata contro il Tfr

Una montagna di emendamenti alla legge di Stabilità per chiedere di modificare la norma, contestata da diverse parti, che aumenta la tassazione sul Tfr e sui fondi pensione. E sono tutti daccordo, partiti e sindacati, indistintamente. Dal Pd al M5s, dalla Lega a Fi, fino ad arrivare allo sciopero generale minacciato dalla Uil, dalla Cisl e dalla Cgil.

ROMA - Una montagna di emendamenti alla legge di Stabilità per chiedere di modificare la norma, contestata da diverse parti, che aumenta la tassazione sul Tfr e sui fondi pensione. Fi, Lega, Ncd, Sc, Sel, M5S vogliono sopprimere entrambi questi incrementi. Federico Ginato del Pd propone lo stop alla norma sui fondi pensione. Ma diversi sono gli emendamenti che chiedono comunque al governo di ridimensionare questo incremento di tassazione che penalizza la previdenza, in particolare quella complementare.

TUTTI I PARTITI UNITI CONTRO IL GOVERNO - Fiume di emendamenti per chiedere modifiche alla legge di Stabilità sul tfr in busta paga. Tra questi ben sei chiedono di sopprimere tout court la norma. A invitare il governo a cancellare la disposizione che consente ai lavoratori di chiedere che il proprio Tfr venga anticipato mensilmente in busta paga sono quattro emendamenti di deputati del Pd (Roger De Menech, Lorenzo Basso, Marco Marchetti, Gessica Rostellato), due del Movimento cinque Stelle (firmati da Girolamo Pisano, Vincenzo Caso, Laura Castelli), uno di Fi (Mariastella Gelmini, Rocco Palese, Luca Squeri, Renato Brunetta) e uno da fratelli d'Italia (Massimo Corsaro).

ANCHE I SINDACATI MINACCIANO LO SCIOPERO GENERALE - Senza risposte dal governo, sul fronte legge Stabilità e Jobs act, la Uil è pronta allo sciopero generale. Lo ha annunciato il candidato alla successione di Luigi Angeletti alla guida della Uil, Carmelo Barbagallo, auspicando che da parte della Cgil non ci siano fughe in avanti a cominciare dalla scelta di una data per lo sciopero generale. «Senza risposte dal governo, senza i soldi per i contratti del pubblico impiego, senza i soldi per i pensionati - ha affermato Barbagallo - siamo pronti allo sciopero generale». Ma «vogliamo arrivarci assieme a Cisl e Cgil. Spero che la Cgil non decisa ora la data», ha aggiunto riferendosi alla riunione del consiglio direttivo del sindacato guidato da Susanna Camusso in programma mercoledì.

BARBAGALLO (UIL): RENZI, STIAMO ARRIVANDO  - Sul fronte del pubblico impiego, dopo la manifestazione di sabato scorso, Barbagallo manda un chiaro messaggio al premier Matteo Renzi: «Il presidente del Consiglio vuole che noi sindacalisti ci occupiamo di fare i contratti e lui, che è il presidente della prima azienda in Italia, deve sedersi per fare il contratto del pubblico impiego. Altrimenti faremo i sindacalisti, cioè faremo gli scioperi». Il contratto degli statali «e' fermo da 6 anni e se il governo non si siede a fare il contratto - ha aggiunto - noi faremo lo sciopero generale». Il candidato alla guida della Uil non si è però sbilanciato sulla data del possibile sciopero: «stiamo aspettando cosa ci dice il governo, ma non aspetteremo a lungo». In attesa delle risposte dell'esecutivo «noi continueremo a confrontarci - ha assicurato - con Cisl e Cgil». Dunque le iniziative unitarie «stanno andando avanti e stiamo lavorando per arrivare ad una impostazione unitaria».