19 maggio 2019
Aggiornato 16:30
M5S non va a Genova a spalare fango

Gli angeli del fango a Grillo: "A casa!"

Durante l'ultima giornata della kermesse firmata 5 stelle a Roma, Beppe Grillo aveva rivolto un pensiero alla sua città vittima dell'alluvione, promettendo che, insieme ai Parlamentari 5 Stelle sarebbe andato a Genova a spalare il fango dalle strade. Stamattina il leader è stato contestato dagli «angeli del fango»: «Vuoi una pala? Vieni a spalare».

GENOVA - Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, si è recato oggi nel centro alluvionato del capoluogo ligure ma ha ricevuto un'accoglienza tutt'altro che positiva. Grillo è stato, infatti, vittima delle contestazioni di quei cittadini e volontari intenti a ripulire dal fango le strade della città. Un «angelo del fango» - così sono stati ribattezzati i volontari accorsi da tutta Italia per aiutare la città alluvionata - ha urlato al leader M5S: «Vuoi una pala? Vieni a spalare!». La risposta di Grillo è stata: "Ci sono già i parlamentari", e ha continuato: «Se vi fa piacere sfogarvi, prendetevela con me". La replica secca e incisiva di un volontario arriva immediata: "Noi abbiamo bisogno che il Comune faccia il Comune, che la Regione faccia la Regione e che lo Stato faccia lo Stato». Nella sua città, Grillo arriva solo alla fine dell'alluvione, dopo aver trascorso il weekend a Roma per la manifestazione organizzata al Circo Massimo. 

IL CONTO CORRENTE PER GLI ALLUVIONATI - Le dichiarazioni del leader 5 Stelle continuano, però, stavolta rivolte ai giornalisti, affermando che sarà disposto a parlare con la stampa solo nel momento in cui saranno versati fondi in favore della città di Genova, su un conto corrente aperto proprio dallo stesso Grillo: «O mi versate duemila euro su questo conto oppure ve ne andate a quel paese. Se mi arriva la ricevuta sul mio conto personale, a favore degli alluvionati, sono a vostra disposizione, altrimenti con voi non ci parlo»

LA PROMESSA NON MANTENUTA - Le contestazioni dei cittadini arrivano, però, in seguito alle parole del leader stesso, che, qualche giorno fa, dal palco del Circo Massimo a Roma, aveva urlato contro l'inefficienza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in relazione alla situazione dell'alluvione e aveva annunciato che insieme agli altri esponenti del Movimento martedì sarebbe stato nel capoluogo ligure per spalare insieme agli angeli del fango: «Martedì andremo a Genova a spalare, i nostri parlamentari sono abituati a spalare (...) in Parlamento. Che sia (...) in Parlamento o fango a Genova non fa differenza. Domani non si può perché hanno dato allerta 2, vuol dire che non è più il caso». Così aveva chiuso la tre giorni romana. Era un modo, questo, per attaccare il sindaco Doria - già più volte bersagliato dal leader M5S - e quella giunta di sinistra incapace di gestire la città.