La Lega Nord venerdì va da Putin
Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, si dice convinto che l'embargo alla Russia costerà caro all'economia nostrana e, per questo e per dimostrare solidarietà a Putin, venerdì prossimo guiderà una delegazione della Lega Nord a Mosca. Durante la conferenza stampa con i corrispondenti esteri, Salvini, inoltre si esprime a proposito del Jobs act e della posizione di FI.
ROMA - Per venerdì è prevista una visita del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, da Putin, in Russia. Il segretario del partito del Carroccio guiderà una delegazione della Lega, ferma sostenitrice del leader russo. Ad annunciarlo è stato proprio Matteo Salvini, che ha parlato dell'iniziativa nel corso di una conferenza stampa a Roma, nella sede della stampa estera in Italia.
LA NOSTRA ECONOMIA VITTIMA DELL'EMBRAGO - Ancora non si hanno dettagli sul programma, ma è stato confermato che ci saranno incontri sia a livello politico-istituzionale che economico: è prevista infatti la partecipazione di diversi imprenditori italiani e russi. «L'embargo - ha specificato il leader della Lega - ci costerà almeno due miliardi di euro, che significa la perdita di migliaia di posti di lavoro. A livello europeo si parla di 5 miliardi di euro e le compensazioni Ue, se ci saranno, saranno di 300 milioni».
LA RUSSIA AMICA - Continua, il segretario federale col sostegno alla Russia di Putin: "Vado a dire a Putin che consideriamo la Russia una nazione amica. Ci dialoghiamo e non ci litighiamo. Cerchiamo di ricucire quello che Bruxelles e la Nato hanno messo a rischio in maniera idiota, per gli interessi sappiamo di chi...».
FI CON RENZI? CENTRODESTRA NON ESISTE - Il leader leghista, sempre in occasione della conferenza stampa di fronte ai corrispondenti esteri a Roma, commenta gli sviluppi relativi alla riforma del lavoro, e, in modo particolare, si sofferma sulla posizione incerta del partito di Silvio Berlusconi: «Se Forza Italia votasse la fiducia il centrodestra non esisterebbe». «Speriamo - spiega il segretario della Lega - che nessuno abbia questa malaugurata idea dentro Forza Italia in caso il governo metta la fiducia sul Jobs act. Perché poi sarebbe un problema politico per loro dialogare con la Lega nord». Tornando sulla situazione delle alleanze nel centrodestra, Salvini ribadisce: «Se si votasse domattina la Lega andrebbe da sola. Se si votasse tra 6-8 mesi bisognerebbe vedere cosa accade in Forza Italia».