21 settembre 2019
Aggiornato 17:30
Una «bandiera» per Forza Italia

Riforma della Giustizia, Verdini media per il Cavaliere

L'attenzione di Silvio Berlusconi nei confronti della riforma della giustizia che il Consiglio dei ministri si accinge a varare venerdì è chiaramente molto alta. Alcuni punti, in particolare: responsabilità civile delle toghe, stretta sulla diffusione delle intercettazioni, prescrizione e falso in bilancio.

ROMA - Che il tema gli stia a cuore è noto, che ne abbia lungamente parlato ieri ad Arcore con Denis Verdini e Gianni Letta è significativo. L'attenzione di Silvio Berlusconi nei confronti della riforma della giustizia che il Consiglio dei ministri si accinge a varare venerdì è chiaramente molto alta. Alcuni punti, in particolare: responsabilità civile delle toghe, stretta sulla diffusione delle intercettazioni, prescrizione e falso in bilancio.

Ancora lontano dalla capitale, dunque, l'ex premier spiega ai suoi interlocutori di aspettare il governo alla prova dei fatti. Per ora, certo, a dominare sono le perplessità. Perplessità che non sarebbero diminuite dopo l'incontro che oggi il ministro Andrea Orlando ha avuto con gli 'esperti' di Forza Italia, ossia Giacomo Caliendo e Gianfranco Chiarelli. E' il senatore azzurro, alla fine del colloquio a viale Arenula, a spiegare di aver mostrato al Guardasigilli «serie preoccupazioni». La strada non sembra tuttavia sbarrata, dal momento che lo stesso Caliendo ci tiene a precisare che la riforma della giustizia penale si tradurrà in disegni di legge o disegni di legge delega e dunque ci sarà il tempo per «valutarli in Parlamento». Più critico, sin da ora, appare invece il capogruppo Renato Brunetta che, in una nota peraltro scritta con l'altro esperto azzurro Chiarielli, parla di ipotesi di riforma «inadeguata» in molti punti. «Attendiamo di conoscere il testo definitivo della riforma con il relativo articolato, ma alla luce di quanto finora noto, non possiamo che esprimere - è la conclusione - assoluta insoddisfazione».

Insomma, spiega non senza ironia chi è in contatto con Arcore, perchè Forza Italia abbia una linea definitiva è necessario che «prima la abbia Orlando». Di certo, almeno per ora, l'ex Cavaliere non spinge perché si salga sulle barricate. E questo, anche perchè, oltre a quello che emerge dagli incontri ufficiali, c'è tutto un lavoro diplomatico in corso. E gli ambasciatori di cui sopra sono, appunto, Denis Verdini e Gianni Letta, i due grandi tessitori dei rapporti politici con il governo. Lo stesso Verdini, infatti, dopo essere stato ieri ad Arcore oggi si è 'spostato' nella Capitale anche per occuparsi di questo dossier.

Il punto è che la riforma della giustizia era ed è una bandiera non solo per Silvio Berlusconi ma anche dell'identità di Forza Italia e dunque non è consentito - anche rispetto agli occhi degli elettori - avere un atteggiamento 'cedevole' nei confronti del governo. D'altra parte, quello del rapporto troppo soft con Renzi, è già da tempo un tema che mette in agitazione il partito. Molti deputati e senatori lamentano la mancanza di una linea o, ancora di più, temono che la linea sia quella di un progressivo disimpegno di Berlusconi da Forza Italia, anche nella logica di tutelare maggiormente gli interessi di famiglia e aziende.