2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Spending review

Scelta Civica: ora «disbosca Italia» per eliminare 1.500 società inutili degli enti locali

Il partito dell'ex Premier Monti ricorda che il procuratore generale della Corte dei Conti ha indicato in 26 miliardi il costo per lo Stato, e soprattutto il rapporto del Commissario Cottarelli dal quale risulta che circa 1.300 società hanno un fatturato sotto i 100.000 euro, 3.000 hanno meno di 6 addetti e 2.123 non ne hanno neppure uno.

ROMA - Scelta Civica, con un pezzo pubblicato sul sito web del partito, chiede a Matteo Renzi un decreto legge, un «disbosca Italia», che tagli subito 1.500 società degli enti locali. Lo rende noto un comunicato stampa di Scelta Civica si ricorda che il procuratore generale della Corte dei Conti, che ha indicato in 26 miliardi il costo per lo Stato, e soprattutto il rapporto del Commissario Cottarelli dal quale risulta che circa 1.300 società hanno un fatturato sotto i 100.000 euro, 3.000 hanno meno di 6 addetti e 2.123 non ne hanno neppure uno.

LE MISURE SPECIFICHE - Scelta Civica chiede quindi al governo di intervenire per decreto già nel Cdm del 29 agosto, elencando le misure specifiche con le quali «si potrebbero eliminare 1500 società inutili in pochi mesi»: (1) il divieto per qualsiasi soggetto pubblico di mantenere partecipazioni in società non quotate nelle quali la presenza complessiva delle amministrazioni sia inferiore al 10%; la soglia complessiva per le nuove partecipazioni deve invece essere fissata al 20%; qualsiasi deroga deve essere autorizzata dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, come propone lo stesso Cottarelli (2) l'obbligo di dismettere qualsiasi partecipazione inferiore alle soglie di cui sopra entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto (3) l'obbligo di dismettere, riassorbire o chiudere qualsiasi società con meno di 10 addetti alla data del 31 luglio 2014, o con un fatturato dell'ultimo anno inferiore ai 100.000 euro, sempre entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto (4) l'obbligo per i comuni con meno di 30mila abitanti di sostituire con amministratore unico, sempre entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto, tutti i consigli di amministrazione delle società in perdita di cui alla legge 122/2010 (5) una riduzione del 10% di tutti i trasferimenti dallo stato centrale alle amministrazioni locali che non adempiano agli obblighi di trasparenza vigenti entro il 31 dicembre 2014 e non ottemperino agli obblighi di dismissione sopra previsti (6) la previsione, in caso di inadempimento, di sanzioni a carico degli amministratori delle società inadempienti e dei membri degli organi delle amministrazioni locali interessate pari al 20% della retribuzione lorda annua.

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