28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
La crisi irachena

Papa Francesco, nuovo appello per risolvere la crisi irachena

Lettera firmata l'8 agosto e consegnata nei giorni scorsi al presidente iracheno Fuad Masum dall'inviato personale di Jorge Mario Bergoglio nel paese mediorientale, cardinale Fernando Filoni, nella quale il Pontefice argentino ribadisce il «dolore» per la «brutale sofferenza dei cristiani e di altre minoranze religiose».

CITTÀ DEL VATICANO - Papa Francesco torna a lanciare un appello affinché si «usino tutti i mezzi per risolvere la crisi umanitaria» in Iraq, in una lettera firmata 8 agosto e consegnata nei giorni scorsi al presidente iracheno Fuad Masum dall'inviato personale di Jorge Mario Bergoglio nel paese mediorientale, cardinale Fernando Filoni, nella quale il Pontefice argentino ribadisce il «dolore» per la «brutale sofferenza dei cristiani e di altre minoranze religiose».

«Mi rivolgo a lei con il cuore pieno di dolore mentre seguo la brutale sofferenza dei cristiani e di altre minoranze religiose costretti a lasciare le loro case, mentre i loro luoghi di culto sono distrutti», scrive il Papa nella missiva pubblicata oggi dall'ufficio di presidenza di Baghdad anche sul proprio sito internet (www.iraqipresidency.net). «In questo contesto, ho chiesto al cardinale Filoni», già nunzio apostolico in Iraq, di «venire in Iraq per esprimere la mia preoccupazione, e quella dell'intera Chiesa cattolica, per la sofferenza di coloro il cui unico desiderio è di vivere in pace, in armonia e in libertà nella terra dei loro progenitori».

Il Papa rinnova poi il suo appello «a tutti gli uomini e le donne che hanno responsabilità politiche - scrive il Papa - perché usino tutti i mezzi per risolvere la crisi umanitaria. In questi tragici momenti - aggiunge Bergoglio - chiedo a Sua Eccellenza di ricevere il cardinale Filoni come mio personale inviato, esprimendo la mia gratitudine per tutto quello che il popolo iracheno può fare per alleviare le sofferenze dei suoi fratelli e sorelle».

Cardinal Filoni: Cristiani chiedono cintura di sicurezza per villaggi - «Il Papa ha voluto subito accogliermi appena ritornato - questo mostra la sua sensibilità - per conoscere direttamente da me ciò che ho visto e ciò che ho sentito dopo aver visitato i nostri cristiani, gli yazidi, in questa settimana che sono stato in iraq. Quindi era molto attento». Lo afferma ai microfoni di Radio vaticana il cardinale Fernando Filoni, prefetto di Propaganda Fide, ricevuto oggi da Papa Francesco dopo essere tornato, ieri sera, dall'Iraq, dove si era recato, il 12 agosto, come inviato personale del pontefice.

«Il Papa ha preferito l'ascolto; mi ha lasciato parlare ampiamente e ovviamente ha preso a cuore tutte le situazioni di cui gli ho parlato: le attese dei nostri cristiani, le preoccupazioni e quelle che sono un po' le linee della chiesa. Ha appreso con piacere le linee che sono state adottate da parte della chiesa locale. Posso dire che l'incontro è stato bello; il santo padre era molto attento e partecipe di quello che gli ho detto», afferma il porporato.

«Direi che la mia missione è stata soprattutto e prima di tutto - per non dire esclusivamente - di tipo umanitario. Quindi, da questo punto di vista, non ci sono state questioni politiche o di altro genere che rientravano nell'ambito della mia missione. Sono contento di aver potuto fare questa missione umanitaria, perché per me è stato un ritorno in questa terra che conosco e che amo da tanto tempo, rivedere ancora tante persone che sono impegnate in attività di aiuto, e poi dare anche una parola di speranza, di fiducia, di incoraggiamento», afferma ancora filoni, secondo il quale, in particolare, «i nostri cristiani, tantissimi dei quali desiderano ritornare, aspirano a vedere però che i villaggi - ritornando - abbiano una cintura di sicurezza - chiedono che sia possibilmente internazionale - che garantisca loro la ripresa di una vita normale».