16 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
La crisi italiana

Brunetta: «Senza crescita esplode la crisi»

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera: «L'unico Stato che riesce a trarre vantaggio da questa situazione catastrofica è, ancora una volta, quello tedesco, che vede i tassi di interesse sui Bund tornare ai livelli minimi dell'estate del 2012, intorno allo zero».

ROMA - «Mentre la politica italiana discute, si dilania e si spacca sulle riforme istituzionali, gli avvertimenti dei mercati diventano sempre più frequenti e più pesanti. Borse giù e spread su». Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da «Il Giornale».

«Cos'altro deve succedere - prosegue - per far suonare l'allarme in Europa? Stiamo raccogliendo oggi i frutti amari delle politiche economiche sbagliate imposte ai paesi dell'Eurozona dalla Germania di Angela Merkel negli ultimi 5 anni. E le economie nazionali non sono pronte per affrontare un altro ciclo di speculazione finanziaria e di crisi».

«L'unico Stato che riesce a trarre vantaggio da questa situazione catastrofica è, ancora una volta, quello tedesco, che vede i tassi di interesse sui Bund tornare ai livelli minimi dell'estate del 2012, intorno allo zero. È di fatto ricominciata la corsa ai titoli del debito pubblico tedesco, considerati bene rifugio. Non è un buon segnale: sappiamo tutti come è andata a finire 2 anni fa».

Per Brunetta «in Italia serve: 1) una vera riforma fiscale che preveda, per esempio, una aliquota unica per tutti i contribuenti, semplificando il sistema, riducendo la pressione fiscale e, allo stesso tempo, aumentando il gettito per lo Stato attraverso il recupero dell'evasione; 2) la riduzione delle tasse sulla casa che, triplicate nel 2014 rispetto al 2011 hanno causato il crollo del mercato immobiliare e di un settore, quello edile, fondamentale per l'economia; 3) una vera riforma del mercato del lavoro, che aumenti la produttività del lavoro e di tutti i fattori produttivi, favorendo la competitività del 'sistema Italia'».

«Senza crescita e con il rischio di una esplosione estiva della crisi, inutile insistere con l'Europa per avere flessibilità per l'Italia, che tra l'altro non è credibile in questa richiesta perché non riesce a usare neanche i margini che le sono già stati riconosciuti. La strada da seguire è un'altra. L'ha indicata il presidente della Bce, Mario Draghi: 'Ci vuole una governance europea per le riforme strutturali'», conclude Brunetta.