16 novembre 2019
Aggiornato 03:00
L'inchiesta

Strage bus A16, tre arresti per omicidio e disastro colposo

L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino, ipotizza che ci sia stata la falsificazione del certificato di revisione del pullman noleggiato da un gruppo di pellegrini di Pozzuoli per una gita di tre giorni a Telese Terme e Pietrelcina, nel Beneventano.

AVELLINO - Sono accusati di concorso in omicidio colposo plurimo e concorso in disastro colposo le tre persone arrestate, questa mattina, dalla Polstrada di Avellino nell'ambito delle indagini sulla strage del bus precipitato il 28 luglio scorso dal viadotto Acqualonga, nei pressi di Monteforte Irpino, sull'autostrada Napoli-Canosa. Nel carcere avellinese, in attesa dell'interrogatorio di garanzia da parte del gip del Tribunale irpino, sono finiti il titolare della ditta «Mondo Travel», Gennaro Lametta, e due dipendenti della Motorizzazione civile di Napoli, il funzionario tecnico Vittorio Saulino e l'impiegata Antonietta Ceriola. Tutti dovranno rispondere anche di falso in atto pubblico e accesso abusivo al sistema informatico.

L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino, ipotizza che ci sia stata la falsificazione del certificato di revisione del pullman noleggiato da un gruppo di pellegrini di Pozzuoli per una gita di tre giorni a Telese Terme e Pietrelcina, nel Beneventano.

Il bus precipitato, che ha provocato la morte di circa 40 persone, era stato immatricolato la prima volta in Umbria nel 1998, reimmatricolato nel 2008 in Campania e, nel 2013, aveva ottenuto la revisione. Secondo l'accusa, però, il certificato sarebbe stato falsificato dopo l'incidente grazie alla compiacenza di alcuni dipendenti infedeli della Motorizzazione. Il bus Volvo della «Mondo Travel» aveva bisogno di alcuni lavori di manutenzione del costo di 15mila euro. Manutenzione che, secondo l'ipotesi accusatoria, non sarebbe mai stata eseguita.