5 dicembre 2020
Aggiornato 23:30
Riforme

L'accordo sulle riforme è fatto, Boschi scarica i grillini

L'annuncio di Roberto Calderoli: «E' stata trovata la quadra. Sono stati depositati gli emendamenti a firma Calderoli e Finocchiaro alla riforma costituzionale che, quindi, è in grado di partire serenamente». Proprio l'intesa con il partito di Silvio Berlusconi è stata difesa oggi dalla Boschi in vista dell'incontro di mercoledì con la delegazione, rigorosamente parlamentare, del M5S.

ROMA - L'accordo sulle riforme è fatto. Lo ha annunciato Roberto Calderoli: «E' stata trovata la quadra. Sono stati depositati gli emendamenti a firma Calderoli e Finocchiaro alla riforma costituzionale che, quindi, è in grado di partire serenamente». E la collega Anna Finocchiaro ha chiosato: «Ora la commissione può cominciare a discutere e a votare per garantire quei tempi che avevamo promesso ed arrivare al voto in aula entro luglio. Credo che nelle condizioni date abbiamo fatto un buon lavoro».

BOSCHI SCARICA I GRILLINI - Questa mattina c'è stato l'ultimo incontro della ministra Maria Elena Boschi con la delegazione di Ncd, poi il lavoro dei relatori è andato avanti tutto il pomeriggio per modificare il testo del governo accogliendo alcune delle richieste dei partiti, compresa Fi. Proprio l'intesa con il partito di Silvio Berlusconi è stata difesa oggi dalla Boschi in vista dell'incontro di mercoledì con la delegazione, rigorosamente parlamentare, del M5S. «Valuteremo le proposte e i suggerimenti di modifica», ha detto la ministra delle Riforme, ma «non credo sia pensabile ricominciare da capo. Non sarebbe serio nei confronti dei parlamentari né dei cittadini che hanno scelto un certo modello e lo hanno confermato con il voto a maggio».

100 SENATORI - Il nuovo Senato, che continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, sarà quindi composto da 100 senatori, di cui 5 di nomina presidenziale, rispetto ai 21 previsti dal testo originario. Solo un quinto saranno i sindaci, come chiesto da Fi e Ncd, resta però l'elezione di secondo grado cara al premier: spetterà ai Consigli regionali eleggere i nuovi senatori la cui rappresentanza sarà proporzionata alla popolazione. Sull'elezione dei senatori ci sono però ancora dei punti controversi: Ncd, che pure ha aperto alla elezione indiretta è però contraria all'ipotesi della doppia funzione, quale avrebbero i senatori eletti tra i consiglieri regionali. Anche Fi chiede chiarezza sulla modalità di elezione dei senatori.
Novità rispetto al testo base del governo ci sono anche sulle competenze affidate al nuovo Senato, che si ampliano pur confermando la scelta di non avere un rapporto fiduciario con il governo e non avere voce in capitolo sulla legge di Bilancio.
Infine il titolo V: fermo restando il principio di eliminare le materie concorrenti per evitare i contenziosi tra Stato e Regioni, queste ultime riacquistano alcune competenze sulle quali allo Stato centrale resterebbe la funzione di controllo e gestione. «Ma dobbiamo stare attenti a come scriviamo queste norme - ha avvertito l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi - perchè una materia come il lavoro deve restare chiaramente di competenza dello Stato».

MERCOLEDÌ L'INCONTRO CON GRILLO - Le modifiche predisposte dai relatori e vagliati dal governo sono state presentate questa sera mentre per i subemendamenti ci sarà tempo fino a mercoledì, quando si svolgerà l'incontro, chiesto da Beppe Grillo con il Pd. Oggi il fondatore del M5S ha risposto alla lettera di Renzi chiarendo che preferisce un confronto a livello parlamentare per cui per i grillini ci saranno i capigruppo, il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli membro della commissione Affari costituzionali della Camera. Per il Pd sarà lo stesso presidente del consiglio, insieme ai capigruppo a decidere da chi sarà composta la delegazione. L'atteggiamento del governo è di cauta apertura verso il Movimento. «Bisogna capire se c'è la volontà davvero di partecipare alla trasformazione del paese - ha spiegato Boschi - o se rimangono su posizioni di conservazione come è stato finora e se condivideranno gli obiettivi della riforma».